Cna, dipendenti verso lo sciopero per l’integrativo
REGGIO EMILIA. Continua il braccio di ferro tra la Cna di Reggio e i suoi circa 370 dipendenti (compresi quelli delle società partecipate), a cui l’associazione imprenditoriale ha deciso di non...
REGGIO EMILIA. Continua il braccio di ferro tra la Cna di Reggio e i suoi circa 370 dipendenti (compresi quelli delle società partecipate), a cui l’associazione imprenditoriale ha deciso di non riconoscere la prima tranche di aumento derivante dal rinnovo dal contratto integrativo del commercio, firmato a fine marzo. Una decisione che il sindacato Filcams-Cgil giudica «grave e ingiustificabile, anche alla luce della disponibilità del sindacato a riprendere la trattativa per il rinnovo del contratto aziendale, a fronte di un impegno dell’associazione di tagliare sprechi e costi inutili».
Se la Cna non tornerà sui propri passi, con molte probabilità la situazione potrebbe sfociare in uno sciopero come quello proclamato proprio ieri dai dipendenti della Cna della Toscana. Difficile però che l’associazione intenda rivedere la propria posizione di passare dal contratto del commercio a quello della comunicazione e grafica del settore artigiano, dopo che nei mesi scorsi ha disdetto (a far data dal 1 aprile 2015) il contratto integrativo precedente.
La scelta di Cna di applicare il contratto comunicazione e grafica, secondo quanto riferiscono i sindacati, consente alla Cna di ridurre costi, ma penalizza i lavoratori, in particolar modo i nuovi assunti. «Il nuovo contratto – spiega il segretario della Filcams-Cgil Luca Chierici – offre meno tutele. Non prevede ad esempio la 14esima mensilità e, a parità di mansioni, dà una paga oraria più bassa e un minor numero di permessi». Inoltre a Reggio la Cna per i lavoratori già assunti, continua Chierici «vorrebbe accorpare i trattamenti previsti dal contratto del commercio con il nuovo contratto. Abbiamo provato a riaprire la trattativa, con la Cna che aveva comunicato che avrebbe continuato ad applicare il vecchio contratto del commercio fino al 31 ottobre, ma nel frattempo il rinnovo del contratto del commercio del 30 marzo ha previsto la prima tranche di aumento con il mese di aprile che però l’associazione non ha erogato».
Da qui la decisione ieri dei dipendenti della Cna della Toscana di scioperare, a cui potrebbe seguire un’analogia mobilitazione a Reggio. Anche perché conclude il segretario provinciale Filcams, «se l’idea del taglio dei costi è quella di non rinnovare gli aumenti contrattuali, veicolando lo stesso messaggio alle imprese associate, si tratta di una palese contraddizione con la volontà espressa dalla stessa Cna reggiana di provare a trovare soluzioni condivise ai problemi finanziari che non sono stati creati di certo dagli aumenti contrattuali».
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