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la nuova assicurazione del santa maria

“Colpe mediche” Scattano i rimborsi della Regione

“Colpe mediche” Scattano i rimborsi della Regione

REGGIO EMILIA. Scattano i primi rimborsi assicurativi sulle “colpe mediche”, con il nuovo meccanismo di assicurazione diretta creato dalla Regione che interessa anche il Santa Maria. Si tratta di...

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REGGIO EMILIA. Scattano i primi rimborsi assicurativi sulle “colpe mediche”, con il nuovo meccanismo di assicurazione diretta creato dalla Regione che interessa anche il Santa Maria. Si tratta di circa due milioni di euro, risarciti al policlinico Sant'Orsola di Bologna e all’Azienda ospedaliero-universitaria di Reggio per tre richieste di risarcimento arrivate in Regione tra il 2013 e il 2014. Uno di questi è la vicenda di Gino Bragaglia, il pensionato di 86 anni sfuggito alla sorveglianza del Sant’Orsola e ritrovato morto, nell’inverno 2012, sulla scala d’emergenza del padiglione Albertoni. La delibera che dà il via libera il rimborso è stata approvata dalla giunta Bonaccini lo scorso 11 maggio.

I due risarcimenti erogati al Sant’Orsola ammontano a 572.000 euro il primo e a 1,4 milioni di euro il secondo, al netto della franchigia da 100.000 euro prevista dalla legge regionale a carico delle aziende sanitarie. Al Santa Maria Nuova, invece, la Regione ha versato 120.0000 euro (più 3.642 euro di spese legali) per un caso di complicanza post-operatoria ai danni di una paziente anziana che risale al 2011, ma la cui richiesta di risarcimento è arrivata solo qualche anno dopo. Tutti e tre gli episodi sono stati esaminati dal nucleo regionale di valutazione sui sinistri in sanità, creato dalla Regione insieme alla maxi-assicurazione.

Dall’1 gennaio 2013, infatti, la Regione è passata a un meccanismo di assicurazione diretta per i casi cosiddetti di “colpa medica”. Al nuovo sistema aderirono inizialmente, in via sperimentale, il policlinico Sant’Orsola, il Santa Maria e le quattro Ausl che poi hanno dato vita all’azienda unica della Romagna. Dal 2014, poi, la maxi-assicurazione è stata estesa anche all’Ausl di Imola e all’Istituto di Montecatone. Il meccanismo prevedeva una franchigia a carico delle aziende sanitarie fino a 100 mila euro («che copre la maggior parte dei sinistri», spiegano in Regione), mentre per rimborsi di valore superiore a 1,5 milioni di euro la Regione si appoggiava sulla compagnia assicurativa Qbe. Dal 2014, però, la società di assicurazioni si è tirata indietro e così viale Aldo Moro ha corretto il meccanismo, alzando la franchigia per le aziende sanitarie a 250 mila euro e facendosi carico direttamente di tutti i risarcimenti di valore superiore. Per la copertura dei sinistri in sanità, la Regione ha creato un fondo risarcimento danni accantonando 7,25 milioni di euro.

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