Gazzetta di Reggio

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«Costretti a cambiare casa per la puzza»

di Mauro Pinotti
«Costretti a cambiare casa per la puzza»

Cadelbosco: il caso Le Fontanelle su La7. Il comitato: «Usata una conduttura pubblica». Il sindaco: «Serve la tecnologia»

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CADELBOSCO SOPRA. Il caso “Le Fontanelle” è finito in tv. Nella prima puntata di Announo, trasmessa giovedì in prima serata, su La7, la conduttrice Giulia Innocenzi ha proposto un servizio inchiesta che ha cercato di fare luce sulla realtà degli allevamenti intensivi di maiali. Le telecamere hanno seguito gli attivisti contro il maltrattamento degli animali in una serie di blitz notturni nelle province di Modena e a Mantova che hanno mostrato come gli animali nascano, vengano messi all’ingrasso e muoiano in condizioni pessime, dentro a gabbie minuscole e sovraffollate.

Malattie, sporcizia, insetti e topi. I maiali sono costretti a stare in piedi per il poco spazio e spesso devono mangiare nelle proprie feci. Questa sarebbe l’industria alla base di tante eccellenze alimentari del made in Italy.

Un secondo servizio ha poi affrontato il problema dei liquami zootecnici. E qui è stato sollevato il caso dell'allevamento “Le Fontanelle”, già al centro di numerose segnalazioni da parte del comitato locale “Aria Pulita” alle istituzioni, oltre a denunce ad Ausl e Arpa. L’inchiesta era intitolata “No carne?”. Oscar Farinetti, di EatItaly, presente in studio, è rimasto pietrificato dalle immagini degli allevamenti intensivi, ma poi difende il settore sostenendo che gran parte degli allevatori lavorano bene e nel rispetto delle leggi. In collegamento da Milano c’era anche Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute, che è vegetariano e non è rimasto stupito in quanto l’allevamento intensivo, per lui, è “una macchina da soldi”. Il servizio che mostrava la condizione–lager in cui vivono i maiali ha indignato pubblico e telespettatori. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in studio, ha annunciato di aver già mandato i Nas «a fare un’indagine a tappeto sulle zone coinvolte dall’inchiesta» e ha minacciato provvedimenti tra cui l’immediata chiusura. Il servizio su “Le Fontanelle” si è aperto con la ripresa dall’alto – grazie ad un drone.

Il tema sollevato, in questo caso, era l’inquinamento da liquami zootecnici. Durante il servizio sono stati intervistati Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria Pulita per Cadelbosco” che ha ribadito la sua condizione di “prigioniero” per avere l’abitazione nei pressi di un terreno in cui sono stati versati centinaia di botti di liquami. Giacca ha parlato anche di una conduttura pubblica che l’allevamento “Le Fontanelle” avrebbe utilizzato abusivamente.

Altro intervistato Nicola che è stato costretto a cambiare casa, pur dovendo ancora pagare rate del mutuo, a causa di malesseri accusati dalla moglie a causa dell’ammoniaca presente nell’aria. Poi è stata la volta di Ilaria, titolare di un bar di Cadelbosco che si è lamentata dell’eccessiva presenza di insetti non appena porta ad un tavolo un caffè, una bibita o un piatto di salumi. E infine Mauro, figlio di un ex allevatore che a causa dell’inquinimamento delle falde acquifere non può più utilizzare l’acqua del pozzo contaminata da escherichia coli.

È intervenuto anche il sindaco di Cadelbosco Sopra Tania Tellini che ha parlato di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente. «Un allevamento con 12mila capi (oggi però ridotto a 3.500), è a tutti gli effetti un’industria e servono soluzioni impiantistiche diverse, un controllo dei processi e delle emissioni inquinanti che non può essere gestionale ma tecnologico».

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