Gazzetta di Reggio

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«Invalida ma senza risarcimenti»

di Luca Tondelli
«Invalida ma senza risarcimenti»

Quattro Castella: Gabriella Terzi e i due milioni pagati dall’Anas a Giusy Versace

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QUATTRO CASTELLA. «Aver saputo nei giorni scorsi che Giusy Versace ha ottenuto da Anas un risarcimento milionario per il suo incidente, ha riaperto le mie ferite. Non quelle esteriori, ma sicuramente quelle interiori».

A parlare è Gabriella Terzi, di Puianello, che fa riferimento alla causa recentemente vinta contro Anas dalla atleta paralimpica, e nipote della nota famiglia di stilisti, per l’incidente avvenuto nel 2005 sulla Salerno – Reggio Calabria, che le costò l’amputazione delle gambe. Anche la signora Terzi ha avuto le gambe amputate, a causa di un terribile incidente avvenuto all’estero.

E’ lei stessa a raccontarlo: «Leggere di questo maxi risarcimento, di quasi due milioni di euro, mi ha indignato. Io sono una povera pensionata, e mi sento presa in giro e trafitta da questa cifra, elargita peraltro ad una persona che già prima economicamente non aveva certo problemi. La responsabilità sarebbe stata attribuita dai giudici al guard-rail sull’autostrada. A me invece sono state date, all’epoca, cifre quasi offensive, quando 20 anni fa, in Francia, fui vittima di un incidente, mentre ero sull’auto come passeggera, perché un camion impazzito ci venne addosso. Un incidente che ha portato all’amputazione di entrambe le gambe sopra al ginocchio».

Prosegue la signora Terzi: «Io da quell’incidente non ho avuto nemmeno il necessario per vivere, o per alleviare i dolori terribili che devo sopportare ogni giorno da 20 anni, giorno e notte. Un bel trattamento, nonostante abbia sempre pagato tasse e assicurazioni. In più, quasi a titolo di beffa, l’Ausl spesso telefona al mio medico curante chiedendo il motivo per il quale mi vengono prescritti così tanti farmaci, e lo fa non per sapere se prendo troppe medicine che mi possano far male, ma perché gravo sulla spesa sanitaria e si chiedono il motivo. Mi sento davvero abbattuta – conclude Gabriella Terzi – ma voglio continuare a lottare per avere un trattamento dignitoso».

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