Gazzetta di Reggio

Reggio

«Ora fuori dai settori a rischio tangenti»

«Ora fuori dai settori a rischio tangenti»

La tavola rotonda di Boorea, dopo il nostro Forum. Nessuna reazione alle parole di Bosi, «un sasso nello stagno»

3 MINUTI DI LETTURA





Il muro di gomma, il giorno dopo. Come ampiamente previsto. «Sì, certo che ne ho ricevute, di telefonate», chiosa Luca Bosi dopo il forum in Gazzetta che ha aperto uno squarcio di verità sul sistema cooperativo, sugli errori del passato, sul suo presente. Il sasso è stato gettato, ma ci vorrà del tempo. Per questioni di forma (la cooperazione è abituata a lavare i panni sporchi in casa, lontana da riflettori e dibattiti pubblici) ma anche di sostanza: non è facile, dopo anni di silenzi e “segrete stanze”, uscire ora allo scoperto. Eppure proprio ieri pomeriggio, ai Musei civici una tavola rotonda organizzata da Boorea (presidente Luca Bosi, sempre lui) ha affrontato senza remore il tema - attualissimo - della «metamorfosi del modello emiliano», e non si è potuto fare a meno di parlare di quello che era diventato il caso del giorno.

«Spesso - ha detto Bosi - metà soluzione di un problema è l’accorgersi che esiste, e prenderne atto. Ma poi serve una discussione aperta e attenta. Le cooperative sono in evidenti difficoltá, che però vanno messe a nudo per cogliere nuove opportunità. Se invece provi la difesa d'ufficio, è ancora peggio. Da qui, il tentativo di lanciare un segnale forte».

Lo spunto dell’incontro era rappresentato dai saggi sull’Emilia Felix contenuti nel primo numero 2015 della prestigiosa rivista Il Mulino.

Massimiliano Panarari, politologo e nostro editorialista, non ha usato mezzi toni: «Il modello emiliano, prismatico per definizione (politico, economico e sociale) è in crisi fortissima, direi quasi vicino al decesso. Lo dicono tutti gli indicatori tradizionali, dal crollo della partecipazione alla vita politica alla fine del cosiddetto collateralismo». L’altro autore, il professor Franco Mosconi, di Uniparma, ha invece elogiato la capacità del tessuto economico (specie la manifattura) di adeguarsi ai tempi: «Su questo versante, il modello è vivo e vegeto. La spiccata vocazione all’ export e la capacità di produrre innovazione si sono accompagnate all’irrobustimento dimensionale e alla forza dei distretti, tutt’altro che superati grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate. Certo, c’è stata una selezione darwiniana, ma di chi resta indietro deve occuparsi la politica, non chi guarda avanti. E comunque, l’impresa familiare e quella cooperativa sono due pilastri imprescindibili: non costruire il futuro su questa doppia forza sarebbe un errore».

Anche Paolo Bricco, giornalista del Sole24Ore, riconosce che la cooperazione è parte essenziale dell’economia italiana, «con i suoi vizi e le sue virtù». Cooperazione alla quale l’Euricse attribuisce tra il 9 e il 10 per cento del Pil, considerandola quindi un asse fondamentale del sistema.

Quanto alle differenze tra le grosse cooperative e le società di capitali, le prime (studio Bankitalia Bologna) hanno costi del lavoro e produttività di un quinto inferiore rispetto alle seconde. Ma il tema è forse un altro: in questa Italia corrotta, dove tangenti e massimi ribassi sono (quasi) la norma degli appalti pubblici, la possibilità di non restare invischiati nella ragnatela di mazzette e favori sempra un’impresa impossibile. E dunque?

Forse, ipotizza Bricco, bisognerebbe avere la forza di scegliere di operare in settori dove le "dazioni ambientali" non costituiscono un fattore quasi strutturale.

«Si potrebbe restare dentro cercando di cambiare le regole dall’interno - ipotizza Bosi - ad esempio boicottando le gare al massimo ribasso e protestando con forza contro le stazioni appaltanti che li orchestrano».

Il sindaco Vecchi riconosce che il modello emiliano «non c’è da un pezzo, perché la politica ha perso la sua centralità», ma salva la «dimensione valoriale e antropologica» che è rimasta citando il terremoto, la piena del Po, il volontariato e la partecipazione alla vita pubblica: «un grandissimo giacimento di ricchezza».

Temi complessi, la discussione è appena iniziata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google