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A Casa Cervi oltre trecento “partigiani della legalità”

GATTATICO. Sono stati 330 gli studenti che, ieri, si sono trovati a Casa Cervi in occasione del 23esimo anniversario della morte di Falcone e Borsellino, e hanno partecipato al progetto “Palermo...

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GATTATICO. Sono stati 330 gli studenti che, ieri, si sono trovati a Casa Cervi in occasione del 23esimo anniversario della morte di Falcone e Borsellino, e hanno partecipato al progetto “Palermo chiama Italia” promosso dal 2002 dalla fondazione Giovanni e Francesca Falcone in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Gli studenti – che provenivano non solo dall’Emilia Romagna, ma anche dalle Marche, dal Friuli Venezia Giulia e dal Trentino Alto Adige – sono giunti a Gattatico perché Casa Cervi è il luogo simbolo della Resistenza e dell’antifascismo che, in chiave moderna, viene declinato in lotta alle mafie.

E proprio nella casa colonica che ha dato i natali ai sette fratelli uccisi dai fascisti, sono state ospitate le classi finaliste del concorso “Riprendiamoci i nostri sogni”, che sulla tema del contrasto alle infiltrazioni mafiose hanno sviluppato lavori di approfondimento durante le lezioni diventando veri e propri partigiani della legalità.

Presente all’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione Libera contro le mafie e l’Associazione nazionale magistrati, anche Margherita Asta, superstite della strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, dove sono morti la mamma e i due fratellini di sei anni, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore regionale Silvia Prodi e il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, che ha detto ai giovani di non lasciarsi mai comprare.

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