In tanti all’addio a Franco «Amava la moto e i viaggi»
Tragedia della Roncina: chiesa gremita per il funerale del venditore di auto Il parroco di Quattro Castella: «Una breve vita riempita dall’affetto dei familiari»
REGGIO. Davvero in tanti – ieri mattina, nella chiesa di Sant’Antonino di Quattro Castella – si sono stretti attorno alla famiglia per i funerali del 47enne Franco Grasselli, morto mercoledì per le conseguenze di un tragico incidente in moto lungo via dei Templari.
In chiesa, commossi, amici e conoscenti del paese della nostra collina ma anche di Reggio (da qualche tempo il 47enne si era trasferito nel capoluogo), per non parlare dei colleghi e clienti della concessionaria Ford “Severi e Scorcioni” ( ieri chiusa per lutto per consentire a tutti i dipendenti di partecipare alla cerimonia religiosa) in cui Franco vi lavorava come venditore.
«La sua breve vita – ha rimarcato don Andrea Contrasti durante l’omelia funebre – è stata riempita dall’affetto dei familiari. Aveva la passione della moto e dei viaggi, in sintesi la passione per la libertà che è il regalo più bello che Dio ci ha dato, da vivere con responsabilità. La dimensione della vita come viaggio, con l’ultima mèta che non è una terra sconosciuta, ma dove il Padre ci accoglie come figli».
Dopo il rito funebre, la salma è stata tumulata nel cimitero di Quattro Castella. «Era una persona allegra, sempre sorridente che aveva tanti amici – ha detto alla Gazzetta la cognata Patrizia Campani, facendosi testimone del sentimento dei fratelli di Franco, Dante e Annalisa, nonché dei nipoti Francesca e Andrea – e la moto era la sua grande passione. Sapevamo che la moto è pericolosa, ci preoccupavamo. Ma speravamo che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Franco ci mancherà tanto».
Lacrime ma anche il sospetto da parte dei familiari che il 47enne abbia – mercoledì – perso il controllo della moto per colpa dell’avvallamento sulla rotaia, finendo fuori strada per poi sbattere violentemente contro un albero (fatale il trauma addominale). «E’ probabile che non andasse piano – ha sintetizzato il pensiero della famiglia sempre la cognata – ma quei dossi poco prima e poco dopo il passaggio a livello li hanno fatti da non molto e non sono segnalati: non hanno le righe gialle, non c’è alcun cartello. Siamo convinti che Franco abbia perso il controllo della moto, che tanto amava e conosceva bene, per quello. Chiediamo che venga fatto qualcosa al più presto – conclude – perché altri motociclisti potrebbero trovarsi nella stessa situazione». Parole a cui ha replicato, con una nota, il Comune: «Nessun dosso dissuasore in quel tratto di strada, ma solo il rifacimento del manto stradale all’altezza del passaggio a livello nell’ambito di lavori commissionati dalle ferrovie. I recenti lavori a cui si fa riferimento, hanno interessato il passaggio a livello, che è segnalato come previsto dalle normative».(t.s.)
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