Gazzetta di Reggio

Reggio

Intervento di Cava Caselli Al Comune 320 mila euro

Boretto, per il contenzioso tra l’amministrazione comunale di Viadana e la Bacchi l’assicurazione è costretta a versare la fidejussione ma potrebbe rifarsi sulla ditta

2 MINUTI DI LETTURA





BORETTO. Cava Caselli: il Comune di Viadana (Mn) ha incassato nei giorni scorsi la polizza fidejussoria da circa 320mila euro.

Con il versamento, la compagnia assicuratrice che forniva la garanzia ha dato seguito ad un recente pronunciamento del giudice. La questione, piuttosto intricata dal punto di vista burocratico, non è peraltro ancora chiusa: la sentenza definitiva sarà infatti emessa solo nel gennaio 2016. Nel frattempo, la compagnia assicuratrice potrebbe avviare un’azione di recupero della somma nei confronti della ditta.

Ma anche l'amministrazione municipale - verosimilmente quella che uscirà dal voto del 31 maggio - sarà chiamata ad effettuare una valutazione, per decidere se spendere subito i soldi della fidejussione per la rinaturazione dell’area golenale, o attendere per sicurezza la sentenza definitiva. Ad ogni modo, l’escussione della polizza viene ora a costituire un punto fermo, in una vicenda che si trascina da anni tra proteste e contenziosi legali.

Cava Caselli è un’area estrattiva prossima a Motteggiana, anche se ricade amministrativamente nei confini del Comune di Viadana. Proprietaria è la ditta Bacchi di Boretto; a suo tempo, in cambio della concessione municipale all’attività estrattiva, la ditta si era impegnata in convenzione ad avviare un intervento di rinaturazione dell’area, una volta esauritone lo sfruttamento.

Secondo il Comune, tale riqualificazione non sarebbe stata poi mai portata a termine nei termini pattuiti; mentre l’impresa – oltre a far notare una serie di difficoltà oggettive legate ad una successione di inondazioni – aveva rivendicato le piantumazioni e gli interventi effettuati, contestando le pretese dell'ente locale.

«Noi da subito – conferma l’ex assessore Saccani – ci siamo impegnati per far valere le ragioni del Comune. Non ci sono questioni penali in ballo, ma il rispetto di una convenzione e delle sue finalità naturalistiche».

Alla fine il Comune aveva chiesto di poter escutere la fidejussione, così da effettuare i lavori in prima persona. Contro tale richiesta avevano ricorso, per diverse motivazioni, sia la ditta che la compagnia assicuratrice. La ditta chiedeva al giudice di dichiarare che nulla fosse dovuto al Comune, o in via subordinata che l'importo dell'escussione fosse ricalcolato. Alla fine però, come detto, la compagnia ha dovuto accettare l'idea di versare la somma di cui si era fatta a suo tempo garante; rimane da attendere il pronunciamento definitivo del giudice. (r.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google