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La prima campanella torna a suonare per la festa dei 50 anni

di Alessandro Zelioli
La prima campanella torna a suonare per la festa dei 50 anni

Scandiano si è ritrovata nel cortile della scuola della Rocca per celebrare l’anniversario delle elementari Spallanzani

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SCANDIANO. «Buon compleanno scuola Lazzaro Spallanzani». Con questo slogan gridato dal direttore Giacomo Lirici, anticipato dalla vecchia campanella suonata a mano, la scuola primaria “della Rocca”, come la chiamano da sempre gli scandianesi, ha festeggiato i 50 anni dalla sua apertura, avvenuto l’1 ottobre 1964.

Un percorso, quello della scuola-simbolo per generazioni di scandianesi, raccontato attraverso numerose iniziative che hanno consentito ai bambini di conoscere il grande scienziato Lazzaro Spallanzani, cui la scuola è intitolata.

Lirici, davanti a un pubblico che ha occupato l’ampio cortile della scuola, ha ricordato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della festa. L’inno di Mameli, suonato e cantato dai bambini della scuola, ha fatto da preludio.

Una festa che ha visto coinvolti in prima persona gli allievi di quest’anno e le loro maestre, ma anche coloro che dalla Rocca sono passati e che hanno voluto presenziare a una ricorrenza che ha unito un’intera città. «Coesione, condivisione e istruzione sono i valori che contraddistinguono una comunità», ha detto il sindaco Alessio Mammi. Palloncini colorati, canti e balli dei ragazzi hanno fatto da intermezzo agli interventi. A ruba il libro fotografico celebrativo, “1964+50, i cinquant’anni della scuola primaria Lazzaro Spallanzani”, realizzato da Aldo Magnani, ex allievo della scuola.

Copertina cartonata, 196 pagine per un totale di oltre 520 immagini e un costo di 17 euro. Il ricavato andrà alla scuola, grazie alle aziende Casalgrande Padana, Bmr, Grafiche Pioppi (che ha stampato le mille copie) e al Comune di Scandiano. Più che autore, Magnani si definisce organizzatore e selezionatore di testimonianze fotografiche: «Attraverso il gruppo Facebook La Rocca la nostra scuola – ammette – è stato più facile».

In tanti hanno spinto per ricevere la spilla, la biro o la matita col logo del 50esimo.

Grandi consensi ha raccolto l’artista scandianese Vasco Montecchi, che ha realizzato e donato alla scuola un’opera collocata nel cortile dell’istituto, dove rimarrà per sempre. «Pace e amore sono la mia materia – racconta lo scultore – cose di cui il Mondo ha bisogno. Per questo ho pensato a due colombe che si baciano».

Immancabile la torta celebrativa che raffigurava due aule (una del 1964 e l’altra moderna) con la frase: «Nessun bambino è perduto se ha un insegnante che crede in lui».

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