La prima campanella torna a suonare per la festa dei 50 anni
Scandiano si è ritrovata nel cortile della scuola della Rocca per celebrare l’anniversario delle elementari Spallanzani
SCANDIANO. «Buon compleanno scuola Lazzaro Spallanzani». Con questo slogan gridato dal direttore Giacomo Lirici, anticipato dalla vecchia campanella suonata a mano, la scuola primaria “della Rocca”, come la chiamano da sempre gli scandianesi, ha festeggiato i 50 anni dalla sua apertura, avvenuto l’1 ottobre 1964.
Un percorso, quello della scuola-simbolo per generazioni di scandianesi, raccontato attraverso numerose iniziative che hanno consentito ai bambini di conoscere il grande scienziato Lazzaro Spallanzani, cui la scuola è intitolata.
Lirici, davanti a un pubblico che ha occupato l’ampio cortile della scuola, ha ricordato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della festa. L’inno di Mameli, suonato e cantato dai bambini della scuola, ha fatto da preludio.
Una festa che ha visto coinvolti in prima persona gli allievi di quest’anno e le loro maestre, ma anche coloro che dalla Rocca sono passati e che hanno voluto presenziare a una ricorrenza che ha unito un’intera città. «Coesione, condivisione e istruzione sono i valori che contraddistinguono una comunità», ha detto il sindaco Alessio Mammi. Palloncini colorati, canti e balli dei ragazzi hanno fatto da intermezzo agli interventi. A ruba il libro fotografico celebrativo, “1964+50, i cinquant’anni della scuola primaria Lazzaro Spallanzani”, realizzato da Aldo Magnani, ex allievo della scuola.
Copertina cartonata, 196 pagine per un totale di oltre 520 immagini e un costo di 17 euro. Il ricavato andrà alla scuola, grazie alle aziende Casalgrande Padana, Bmr, Grafiche Pioppi (che ha stampato le mille copie) e al Comune di Scandiano. Più che autore, Magnani si definisce organizzatore e selezionatore di testimonianze fotografiche: «Attraverso il gruppo Facebook La Rocca la nostra scuola – ammette – è stato più facile».
In tanti hanno spinto per ricevere la spilla, la biro o la matita col logo del 50esimo.
Grandi consensi ha raccolto l’artista scandianese Vasco Montecchi, che ha realizzato e donato alla scuola un’opera collocata nel cortile dell’istituto, dove rimarrà per sempre. «Pace e amore sono la mia materia – racconta lo scultore – cose di cui il Mondo ha bisogno. Per questo ho pensato a due colombe che si baciano».
Immancabile la torta celebrativa che raffigurava due aule (una del 1964 e l’altra moderna) con la frase: «Nessun bambino è perduto se ha un insegnante che crede in lui».
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