Palazzo Scaruffi a giugno tornerà a nuovo splendore
Si avviano verso il completamento i lavori per la riparazione e la tinteggiatura. Entro settembre 2016 verrà rifatta la pavimentazione dell’intero quadrilatero
REGGIO EMILIA. La pregevole facciata di palazzo Scaruffi, in via Crispi, è coperta dai ponteggi, montati appena due giorni fa. Ma, entro il prossimo giugno, saranno terminati i lavori di riparazione e il tinteggio, che le restituiranno finalmente il suo tipico splendore rinascimentale. S’avvia così verso il completamento il recupero dell’isolato retrostante il secentesco palazzo Busetti, ex-sede dell’Inps, già oggetto di un raffinato e meticoloso restauro.
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Se piazza del Monte e il tratto terminale di via Emilia San Pietro hanno già riacquistato il secolare aspetto sontuoso, discorso diverso riguarda il resto del quadrilatero. Come via Don Andreoli, ancora parzialmente transennata, proprio in conseguenza del rifacimento dell’adiacente edificio novecentesco, totalmente demolito, che ospitava buona parte degli uffici dell’Inps.
Sono meno avanzati, invece, i lavori di ricostruzione tra via Don Andreoli e via Sessi, dove è stata abbattuto il palazzo delle Poste.
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Si prevede che l’intervento sul quadrilatero avrà termine entro il settembre del 2016: lavori che comprendono anche la pavimentazione delle strade con pietra di luserna e porfido. Se ne occupa la stessa impresa, Gigli costruzioni, che ha già restaurato palazzo Busetti per conto della società Blufield, facente capo all'imprenditore Fulvio Montipò.
Il medesimo progettista, l’architetto Ivan Sacchetti, si sta concentrando ora sul palazzo eretto nel sedicesimo secolo dalla facoltosa famiglia Scaruffi per collocarvi non solo la residenza, ma anche il magazzino delle sete e delle spezie pregiate, di cui faceva commercio.
L’attuale proprietaria è la Camera di Commercio. I reggiani l’hanno potuto ammirare in occasione delle giornate Fai di primavera, organizzate dal Fondo ambientale italiano per spalancare le porte ai tesori d’arte presenti nel nostro Paese.
L'intervento è stato reso possibile, sotto i vincoli della Sovrintendenza, dall’accordo fra la Camera di Commercio e Montipò, che ne ha acquistato l’ala meridionale, confinante proprio con il vicino palazzo Busetti.
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«Il piano urbanistico Artoni del 1946 – spiega l’architetto Ivan Sacchetti – prevedeva la demolizione di una parte di via Crispi per rettificarla e aprire la visione del teatro Municipale. Così l’ala sud del palazzo Scaruffi, dove rimane il piano terra con i negozi, fu privata del primo piano. L'abbiamo ricostruito restituendo alla facciata la sua integra simmetria. Ora dobbiamo ritinteggiarla con una tonalità del tradizionale giallo reggiano. Inoltre occorre riparare il balcone di marmo bianco di Verona e rimettere a nuovo l'androne e il pregevole portale. Rimarranno vuote le nicchie che lo fiancheggiano, dove erano collocate le statue di Ercole e Marco Emilio Lepido, che dal Settecento ornano l'ingresso del palazzo ducale di Modena».
Le ricostruzioni dell’ex-Inps e dell’ex-Poste dovranno in qualche modo intonarsi con i palazzi Busetti e Scaruffi.
«Le strutture di cinque piani più il piano terra – riferisce ancora l'architetto Sacchetti – sono di cemento armato, ma le facciate intonacate riprenderanno nelle cornici delle finestre lo stile neo- liberty. L’ex-Inps sarà completato a fine novembre per il piano commerciale. Il primo e il secondo ospiteranno i garage. Vi saranno, inoltre, uffici e residenze».
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