«Qui abbiamo trascorso la nostra vita»
L’emozione delle ex maestre nel ritrovare i loro alunni e i colleghi di tanti anni passati a scuola
SCANDIANO. Alla festa per i 50 anni sono intervenuti tanti di coloro che per decenni hanno retto le sorti della scuola di Viale della Rocca. «Ho insegnato – racconta Vilma Bondavalli – dal 1972 per vent’anni. La solidarietà tra le colleghe è la cosa che ricordo con maggior piacere. Questo anniversario fa capire come sono cambiati i tempi: gli insegnanti di oggi devono essere pronti a capire le esigenze di bambini e genitori».
Annamaria Ferretti non era più tornata alla Rocca: «Abito a Reggio e da quando sono in pensione – dal 1996 – non ero mai tornata. Vi ho insegnato dal 1974. Alcuni ex studenti mi hanno invitata. E’ una giornata molto emozionante».
È andata in pensione recentemente Immacolata Caruso: «A parte un piccolo intermezzo in altri istituti, sono stata qui dal 1972 al 2012. Oltre 35 anni, nei quali trascorrevamo più ore qui che a casa, ma con piacere. È giusto ricordare questa ricorrenza. Qui abbiamo trascorso la vita».
Edda Zanni Manelli era tra le prime insegnanti che hanno “inaugurato” la scuola nel 1964-65: «Sono rimasta sino al 1993. Oggi rivedo tante amiche e non... le colleghe. Sono molto emozionata e il cuore batte fortissimo».
Tra tante maestre, spunta un ex segretario della scuola. Carlo Fantuzzi, che dal 1972 e per 23 anni ha prestato servizio alla Rocca. «Vedo spesso le tante maestre che da qui sono transitate – racconta – L’iniziativa di ricordare i 50 anni è lodevole, anche se faccio fatica a contarli. Sono veramente tanti. Segno che il tempo passa inesorabile».
Tra i più festeggiati, lo storico direttore Augusto Ciacci, predecessore di Lirici: «Dal 1981 e per 32 anni sono stato qui. Io sono romano e vedere questa scuola davanti a un monumento come la Rocca dei Boiardo è incredibile. Non credo esistano altre scuole così attuali e a misura di bambino anche dopo 50 anni. Non è mai cambiata e credo che per altri 50 rimarrà così, proprio perché fu concepita con criteri moderni. La mia fortuna è stata incontrare insegnanti disponibili a collaborare per il bene dei nostri bambini».
Elisabetta Marzani alla Rocca ci è prima stata da studentessa e, ora, è una delle decane delle insegnanti: «Feci qui la seconda elementare – testimonia – con la maestra Diella Denti Allai. Un’istruttrice severa in una scuola che era molto classista. C’erano classi femminili, maschili e solo pochissime, miste. Il nostro preside era Guerrino Giocolieri che mi spinse a laurearmi e, grazie al concorso vinto nel 1982, divenni insegnante qui. Come insegnante, ho preso un po’ da tutte le maestre che ho avuto: lo stile di insegnamento si applica condividendo o contrapponendosi agli esempi ricevuti. Ricordo la passione per la lingua italiana trasmessami dalla maestra Diella. Oggi sono cambiate tante cose, come il rapporto genitori-insegnanti. Insegnare è una grande responsabilità, ma anche un privilegio». (a.z.)
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