Gazzetta di Reggio

Reggio

Rapinata dai ragazzini mentre fa jogging

di Miriam Figliuolo
Rapinata dai ragazzini mentre fa jogging

Sono due minorenni di 16 e 17 anni subito presi e ora in comunità. Sono responsabili di altri tre episodi in varie zone

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REGGIO EMILIA. Hanno 16 e 17 anni e sono responsabili già di tre rapine e un furto con strappo. Uno di loro è stato bloccato dagli agenti della Squadra mobile subito dopo l’ultimo più grave episodio, una rapina con tanto di coltello alla mano, rivolto contro una giovane intenta a fare jogging al parco delle Caprette. Il tutto per portarle via l’iPod. Ora i due sono in comunità.

Nei loro confronti è stato emesso un ordine di custodia cautelare eseguito ieri mattina dagli uomini della questura. Si tratta di episodi gravi che hanno avuto una escalation dal “semplice” furto con strappo alle rapine con minacce e spintoni e infine con l’uso di un’arma. Come hanno sottolineato ieri, in conferenza stampa, il vicequestore Cesare Capocasa e Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra mobile.

Le vittime, hanno raccontato gli uomini della polizia, erano scelte con cura, minori o donne, soggetti dai quali potersi aspettare la minima resistenza. I due baby bulli agivano sempre in coppia in orari pre serali o serali. Diversi i contesti in cui avvenivano i colpi: due in zona Buco del Signore, uno nel sottopasso di viale Ramazzini e uno, l’ultimo e più grave, al parco delle Caprette.

Poco ambiziosi gli obiettivi: la coppia si “accontentava” di orologi e telefonini, probabilmente più per spartire la merce con pochi amici che per rivenderla al mercato nero. Per loro tutto è andato bene fino a quando non hanno deciso di alzare troppo il “tiro” e agire armati.

Al parco delle Caprette è stato provvidenziale anche l’intervento tempestivo di alcuni passanti che hanno assistito increduli alla rapina chiamando poi subito il 113. Questo ha permesso agli agenti della polizia di bloccare nell’immediatezza dell’episodio uno dei due baby malviventi, che era ancora in possesso della refurtiva.

In seguito è stato identificato l’altro giovane. Si tratta, in entrambi i casi, di italiani che vivono a Reggio Emilia in contesti familiari definiti “turbolenti”, ma non di particolare disagio: per tutelare la loro identità di minori non è stato detto nulla di più. I due ragazzi potrebbero essere stati responsabili di altri colpi. A questo scopo l’invito della polizia è di segnalare episodi di cui si sia stati vittime e avvenuti con queste modalità.

A dare una risposta alla generale crescente sensazione di insicurezza è arrivato il recente accordo tra Questura e polizia municipale: «Per una maggiore presenza sul territorio e una più puntuale azione di prevenzione che altrimenti rimarrebbe solo generica», ha puntualizzato Capocasa.

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