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Devastano la loro vecchia scuola, tre ragazzi in manette

Devastano la loro vecchia scuola, tre ragazzi in manette

Hanno rotto alcuni vetri, cosparso di benzina le aule e sulle lavagne hanno scritto frasi inneggianti all'Isis: uno degli arrestati è ancora minorenne

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SCANDIANO. Un raid vandalico che poteva causare danni ancora maggiori, condito da scritte folli, inneggianti addirittura ai terroristi dello stato islamico. Obiettivo: l'Istituto Gobetti di Scandiano. I fatti risalgono a tre notti fa. E tre giorni dopo i fatti i carabinieri hanno individuato ed arrestato i presunti autori di questi vandalismi.

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Si tratta di tre ex studenti del Gobetti - un ventenne e un diciottenne e un ragazzo di 17 anni, tutti di Casalgrande  che evidentemente ritenevano di avere "un conto aperto" con la loro vecchia scuola. Due di loro hanno compiuto diciott'anni da poco, mentre il terzo componente la banda è ancora minorenne.

I fatti risalgono alla notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio, quando rompendo alcuni vetri delle finestre al piano terra della scuola i tre si sarebbero introdotti nelle aule armati di... taniche di benzina. Con quel liquido infiammabile hanno cosparso pavimenti e muri di alcune aule.

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Forse volevano "soltanto" danneggiare le aule, finendo per minacciare l'incendio. O forse qualcosa li ha disturbati all'ultimo momento, costringendoli a lasciare a metà la loro follia. Di fatto l'incendio non è stato appiccato, anche se i carabinieri hanno trovato nei corridoi, oltre alle taniche vuote, anche un accendino.

Tra gli altri segni lasciati dagli autori del raid nella scuola, le scritte folli lasciate su alcune lavagne: scritte inneggianti addirittura ai terroristi dell'Isis: "L'Isis tra noi... Ritorneremo!". Un goffo tentativo di depistaggio (davvero si può pensare che i miliziani del Califfato possano prendere di mira una scuola di provinicia?) o più probabilmente la firma di una notte di autentica follia.

Una notte di follia di cui ora, però i tre ragazzi dovranno rispondere davanti al giudice. Per il minore si sono aperte le porte del Centro di detenzione di Bologna, mentre gli altri due sono ora rinchiusi alla Pulce in attesa dell'udienza di convalida. 

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