La Citta delle Storie torna a fare sognare grazie a Reggionarra
Ieri tanti gli appuntamenti organizzati in centro ma non solo e in serata gran finale con “Simurgh” in piazza Martiri
REGGIO EMILIA. Sabato il maltempo aveva condizionato e in parte bloccato la prima giornata di Reggionarra ma ieri, grazie alla comparsa del sole e di temperature più miti, la kermesse ha potuto svolgersi “secondo programma” trasformando Reggio nella Città delle Storie grazie a numerose iniziative.
Al Centro commerciale L'Ariosto, nel pomeriggio, è andata in scena Macchine per il Teatro Incosciente a cura della Voce delle Cose e al Centro internazionale Malaguzzi, in mattinata, era stata la volta de “Il Narratore” ispirato all’omonimo racconto di Saki, con Bernardino Bonzani, disegni dal vivo Michele Ferri.
Mattino e pomeriggio, al Chiostro della Ghiara, uno degli appuntamenti più affollati: “Fiabe di luna e di lana” con Francesca Luciani accompagnata da chitarra e fisarmonica, luci di Paolo Piano, scene e allestimento di Simona Gambaro.
Altri luoghi nuove narrazioni. Alla Galleria dei Petali ieri pomeriggio protagonista assoluto era Dante Cigarini con il suo Puppet Show di e con Dante Cigarini mentre al Palazzo dei Musei, Monica Morini ha dato vita a “Miti di Meraviglia” con le percussioni di Luciano Bosi e la regia di Bernardino Bonzani. Palazzo Allende, sede della Provincia, ha ospitato nel cortile interno “Il Viaggio del Fuoco” di e con Chiara Tabaroni, spettacolo di teatro d’attore e narrazione liberamente tratto dalla fiaba russa “Vassilissa la saggia”. Al Parco Cervi in piazzale Fiume, tutti al concerto con mamma e papà: protagonista la Compagnia Storytelling Raccontamiunastoria in collaborazione con l’Associazione Pirimpumpara, di e con Roberta Montisci e Giuditta Santori e, a seguire, “Il Piccione Giovanni Livigno” di e con Roberto Anglisani.
Reggionarra poteva non fare tappa in piazza Fontanesi? Qui, per l’intera giornata, ha regnato il mercato degli oggetti narranti con l’obiettivo di lanciare un preciso messaggio: anche gli oggetti hanno una storia da raccontare e sono il frutto di chi lavora la materia prima, con il sapere delle mani e la fantasia. In serata il finale con “Simurgh” in piazza Martiri.
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