Detenuto dell'Opg soffocato da una bistecca, medico indagato
E’ lo psichiatra che definì farmaci e dieta di Daniele De Luca Il 29enne fu trovato esanime in cella, inutile ogni soccorso
REGGIO EMILIA. C’è un indagato per la morte di Daniele De Luca, il 29enne di Roma internato all’Opg di Reggio e morto soffocato da un pezzo di bistecca il 12 gennaio del 2013. Il sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare dell’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo un medico psichiatra dell’Opg: colui che all’ingresso del giovane nella struttura di via Settembrini definì dieta e cura farmacologica per il giovane. Proprio in questi giorni, è arrivato all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini.
Per la famiglia di Daniele De Luca, rappresentata dall’avvocato del Foro di Roma Flavio Rossi Albertini, è un primo importante passo per stabilire cosa è successo e perché Daniele è morto. Il giovane di Tor Bella Monaca era malato: da tempo lui, e i suo genitori con lui, lottavano con quella schizofrenia paranoide che era capace di far diventare il ragazzo violento. Fu durante uno di quei frequenti momenti bui che la madre a malincuore lo denunciò. Quello che avvenne dopo fu che il ragazzo passò da una comunità all’altra, sino al suo arrivo all’Opg di Reggio.
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Il procedimento per la sua morte, in una prima fase, finì con una richiesta di archiviazione, da parte del pm. A cui, però, la famiglia del giovane con l’avvocato Albertini si oppose, portando all’attenzione del giudice più di una questione: come è possibile che i soccorritori non riuscirono a capire, e a togliere, il grosso pezzo di bistecca – 10 centimetri per 6 – che soffocò e uccise in cella il giovane?
Ma soprattutto perché a un internato praticamente senza denti, e sottoposto a una terapia farmacologica capace di influire sulla masticazione, è stato dato da mangiare una bistecca? Evidenziando come le “Linee guida nazionali per la ristorazione ospedaliera ed assistenziale” indichino, in caso di pazienti con disturbi del genere, la necessità di prevedere cibi adeguati. Obiezioni che il gip Angela Baraldi accolse, rinviando tutto al pm per un supplemento di indagine.
Cosa che è stata fatta e che ha portato la Salvi all’individuazione di un indagato. Il quale, ora, avrà la possibilità di essere sentito, o di depositare memorie difensive, prima che dalla procura arrivi la richiesta di rinvio a giudizio.
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