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Jobs Act, 51 neo assunti a Reggio

Jobs Act, 51 neo assunti a Reggio

Confesercenti, è il numero di contratti siglati dall’entrata in vigore della riforma

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REGGIO EMILIA. Sono stati 270 i contratti a tutele crescenti attivati dal 7 marzo, giorno dell'entrata in vigore del Jobs Act al 30 aprile scorso tra le imprese del commercio, del turismo e dei servizi. È quanto emerge da una ricerca effettuata dalla Confesercenti Emilia-Romagna su un campione di 2.665 aziende del terziario e del turismo. E nella “graduatoria” che riguarda tali contratti, Reggio Emilia si piazza al secondo posto con 51 neo assunti, subito dopo Ravenna che è sul podio. Quest’ultima ha registrato 54 contratti, seguita a rota da Reggio, Bologna (44), Rimini (23), Forlì (22), Cesena (20), Parma e e Modena (16), Piacenza (10), Ferrara (9) e Imola (5).

I nuovi posti di lavoro suggellati dopo la riforma creano ancora molte divisioni tra governo, mondo degli imprenditori e sindacati, Cgil in primis, che boccia il Jobs Act “drogato” dai vantaggi come le decontribuzioni per le aziende che assumono. Secondo i numeri messi in fila dalla Confesercenti i contratti di lavoro attivati dal primo gennaio in Regione che hanno usufruito della decontribuzione triennale prevista dalla normativa, sono stati 759 - il 33% nel turismo, il 58% nel terziario e il 9% nei servizi - mentre sono stati 305, nello stesso periodo, i contratti a progetto e a tempo determinato trasformati in contratti a tempo indeterminato - questi sono stati 305.

Considerate anche le chiusure di contratti intervenute nello stesso periodo, fino ad aprile - evidenzia la ricerca regionale - si è creata nuova occupazione nel settore con un saldo positivo di 276 unità. «I primi dati che emergono sugli effetti della riforma del lavoro nel terziario e nel turismo in Emilia-Romagna - commenta Stefano Bollettinari, direttore Confesercenti Emilia-Romagna - sono positivi: è un monitoraggio effettuato dai nostri uffici dell’area lavoro e si riferisce ad aziende del sistema Confesercenti, ma il trend è complessivamente favorevole. Ma la prosecuzione del trend positivo - prosegue Bollettinari - dipenderà soprattutto dal consolidarsi di una vera ripresa economica che nel commercio e nel turismo stenta ancora ad avviarsi». Inoltre «è necessario che la riduzione del costo del lavoro e quindi del cuneo fiscale diventi d’ira in poi strutturale e occorre più attenzione al lavoro stagionale e a tempo determinato che nel nostro settore sono fattori di competitività fondamentale».

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