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La colonna del self-service “strappata” col fuoristrada

di Adriano Arati
La colonna del self-service “strappata” col fuoristrada

Casalgrande: danni per un migliaio di euro nell’area di servizio della Veggia L’auto era sparita da San Martino in Rio, poi i ladri l’hanno usata come ariete

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CASALGRANDE. Prima rubano un grosso fuoristrada e poi lo usano per spaccare la colonna del self service del distributore di benzina di Veggia, e rubare tutti i soldi. Ha fatto una brutta fine la voluminosa jeep marca Land Rover di proprietà di un uomo di San Martino in Rio. Due ladri, dopo averla portata via nella giornata di domenica nel paese della Bassa, la scorsa notte l’hanno utilizzata come arma di sfondamento per abbattere la colonnina dei pagamenti self service del distributore di benzina di via Turato a Veggia.

Dopo aver completato l’operazione, la coppia ha caricato la colonna sradicata sul fuoristrada danneggiato, per andare a raccogliere altrove il denaro contenuto. Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della stazione di rifornimento, ma i ladri avevano il volto coperto e dalle immagini è praticamente impossibile risalire alle loro identità. Quasi certamente i due autori del colpo avevano studiato bene l’area di servizio, per capire se vi fossero sistemi di sicurezza e di ripresa, e si sono mossi di conseguenza per evitare di venire riconosciuti.

Per ora il veicolo non è stato ritrovato, ma probabilmente verrà abbandonato nei prossimi giorni, perché troppo identificabile, come targa e per la parte frontale ammaccata durante l’effrazione. Il furto è stato scoperto ieri mattina dal gestore del distributore quando è andato al lavoro, e si è trovato di fronte la sgradevolissima sorpresa. Ha subito chiamato i carabinieri della stazione di Casalgrande, che hanno consultato le immagini ricostruendo l’accaduto ma senza, almeno per ora, trovare elementi decisivi per arrivare ai ladri. Il bilancio dettagliato è ancora da completare, ma si parla di alcune migliaia di euro. All’interno della colonnina si trovava circa un migliaio di euro in banconote di vario taglio, fra quelle lasciate come “fondo cassa” e quelle inserite nel fine settimana da chi ha fatto rifornimento. Al conto va poi aggiunto il valore economico della colonnina stessa, uno strumento dal costo elevato.

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