«Oggi è penalizzante tenere una casa sfitta»
REGGIO EMILIA. Oggi acquistare una casa, con i prezzi a precipizio, può essere un affare. Rimane quasi stabile, però, il numero delle famiglie che vi rinunciano e preferiscono prendere un alloggio in...
REGGIO EMILIA. Oggi acquistare una casa, con i prezzi a precipizio, può essere un affare. Rimane quasi stabile, però, il numero delle famiglie che vi rinunciano e preferiscono prendere un alloggio in locazione o sono costrette a farlo. La percentuale degli affittuari, nella nostra provincia, è in linea con la media nazionale e si colloca al quinto posto nel quadro regionale dopo Bologna, Parma, Piacenza e Modena. «La nostra città - osserva l'immobiliarista Giuseppe Iannò - a causa della crisi ha perso diecimila abitanti negli ultimi anni. Ci aspettavamo, quindi, che calasse anche il numero degli alloggi affittati. In realtà ciò non è avvenuto. Gli stessi canoni hanno subito soltanto una lieve diminuzione. Se nel 2008 si pagavano 500 euro al mese oggi se ne spendono 450». A queste condizioni, secondo le agenzie immobiliari, può essere più conveniente l'acquisto: «Un appartamento - spiega Iannò - che nel 2008 costava centomila euro oggi si vende a sessantamila. Si deve calcolare, poi, che grazie all'abbassamento dei tassi d'interesse e all'immissione di liquidità da parte di Draghi le banche offrono mutui anche a meno del 2% sulla totalità del valore. Alla fine una famiglia può comperare una casa pagando una rata mensile sui 400 euro non superiore all'entità dell'affitto». Tuttavia gli istituti di credito pretendono garanzie più stringenti rispetto a quelle richieste ai tempi del boom immobiliare, quando i prestiti vennero concessi a persone che poi persero il lavoro. Anche i locatori sono più cauti, ma l'appesantimento della tassazione sugli immobili rende sempre più penalizzante tenere una casa sfitta. La conseguenza è che la morosità è esplosa, salendo dal 2008 dall'uno al 30%. «Gli affittuari - rileva Iannò - sono prevalentemente immigrati, sia italiani che stranieri. Vi è anche una piccola quota di giovani reggiani, che però più spesso vivono con la famiglia d'origine o in alloggi messi a disposizione dai genitori». Lo dimostra la maggiore percentuale degli affitti in città (23%) e nei comuni di più alta immigrazione, da Rio Saliceto a Guastalla, Correggio e Scandiano, dove si va dal 20 al 16%, mentre in montagna si scende al di sotto del 10%.
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