Gazzetta di Reggio

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Vandali per vendetta alla scuola Gobetti

di Adriano Arati
Vandali per vendetta alla scuola Gobetti

Scandiano: tre ex studenti rompono vetri, cospargono di benzina due aule e si “firmano” Isis, arrestati dai carabinieri

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SCANDIANO. Vendetta, tremenda vendetta. Con vetri spaccati, benzina sparsa nelle aule e una firma, “Isis tra di noi, ripasseremo”, che evoca il peggio del mondo contemporaneo. Hanno accumulato parecchio rancore verso la loro scuola e i loro docenti, i tre ex studenti dell’istituto Gobetti di Scandiano fermati vicino al complesso di via Roma. Sono un 20enne, un 18enne e un 17enne residenti nel territorio di Casalgrande, i primi due (dei quali non è stato rivelato il nome per tutelare l’identità del loro complice minorenne) arrestati e il terzo denunciato per danneggiamento aggravato e ora tornati nelle loro case.

Dopo la cattura, uno di loro ha ammesso che la motivazione era la rabbia verso il Gobetti, e in particolare verso il preside e alcuni insegnanti. Cresciuta negli anni in cui hanno frequentato la scuola, prima di abbandonare gli studi e coltivata sino al raid vandalico. Alle 4 di notte, il trio ha scavalcato la recinzione esterna e forzando un ingresso è entrato in due aule, la 18 e la 19, portando con sé bottiglie di plastica piene di benzina. I ragazzi hanno iniziato a cospargere i banchi del liquido, hanno spaccato i vetri di alcune finestre usando mattoni e scritto sulla lavagna “Isis tra di noi ripasseremo”.

Un modo ingenuo, forse, per far cadere i sospetti sui terroristi islamici, al centro delle polemiche dopo l’arresto a Milano di Abdel Majid Touil, considerato fra gli autori dell’attentato al Bardo a Tunisi. I giovani possono aver pensato di scaricare così la colpa sul nemico del momento.

E di lasciare nella paura la scuola, con la promessa di una nuova visita. A guastare i loro piani, i sensori del sistema di sicurezza all’interno della scuola.

Quando la sirena ha iniziato a suonare, i tre ragazzi sono scappati, cercando di nascondersi nelle strade vicine. In via Torricelli, però, sono stati visti dai carabinieri arrivati alla scuola dopo l’attivazione dell’allarme. I militari, notando tre ragazzi in giro a quell’ora, li hanno fermati e si sono subito accorti dell’odore di benzina che proveniva dai loro abiti. Hanno deciso di trattenerli, portandoli in caserma.

Poche ore dopo, il collegamento buono. Alla riapertura del Gobetti per le lezioni, il vandalismo è stato scoperto e il preside ha subito segnalato l’accaduto. Non c’è voluto molto a collegare i due fatti, e un’ispezione nelle aule, con la scoperta di tre bottiglie di plastica con dentro rimasugli di benzina e di un accendino perso nella foga, ha chiuso il cerchio. Durante l’interrogatorio, uno dei tre ha ammesso di essere l’autore in compagnia dei due amici, spiegando di aver agito per vendicarsi del preside e dei docenti.

I due maggiorenni sono stati arrestati, mentre il minorenne è stato denunciato al tribunale dei minori di Bologna, e in quella sede verrà giudicato. Il 20enne, difeso dall’avvocato Sabrina Ori, e il 18enne, rappresentato da Mario Di Frenna in sostituzione di Alessandro Freite, sono comparsi ieri mattina davanti al giudice Dario De Luca. Il 20enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, il 18enne ha confermato la sua responsabilità e chiesto scusa per il gesto.

Al termine, i due sono stati rilasciati. La prima udienza del processo a loro carico è prevista per mercoledì 3 giugno.

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