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LA PROPOSTA

Collettivo Fx: "Coloriamo i silos alle porte di Reggio Emilia"

Collettivo Fx: "Coloriamo i silos alle porte di Reggio Emilia"

Reggio Emilia e i comuni della provincia sono pieni di muri e di fabbricati industriali abbandonati o al degrado. Una proposta per recuperarli arriva dai writer del Collettivo Fx.

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REGGIO EMILIA. La proposta-provocazione che gli artisti del Collettivo Fx reggiano hanno lanciato sulla loro pagina fb di ridare colore e nuova vita ai tanti anonimi muri che punteggiano e imbruttiscono la nostra città, ha trovato subito attenzione e interesse sui social. I luoghi in centro e in periferia di Reggio Emilia da poter utilizzare si sprecano: dai sottopassi che portano alla Mediopadana, al park ex Gasometro di via Pansa, ai muri dei sottopassi pedonali su cui a volte compaiono - restandoci a lungo - graffiti estemporanei di dubbio gusto.

La proposta dei "graffitari" reggiani, che sono professionisti di questa forma di arte, ha un respiro più ampio. Va oltre proponendo un percorso artistico che guarda a tutta la provincia. Da Rubiera a Sant'Ilario, dove si stagliano come vecchie dogane, due impianti gemelli di silos e ancora in piena attività, per farli diventare porte di accesso alla nostra provincia. Edifici che potrebbero diventare altrettante immense tele per gli streetartist reggiani, su cui replicare in modo diverso l'operazione compiuta nei mesi scorsi nel borgo di Vedriano in comune di Canossa.

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Un progetto che per essere realizzato ha bisogno dell'assenso dei sindaci coinvolti e dei proprietari . E il primo pare esserci, come ci confermano i primi cittadini di Rubiera e di Sant'Ilario Emanuele Cavallaro e Marcello Moretti e quello di Reggio Luca Vecchi (tra i primi con un tweet ha mostrato di gradire la proposta), così come ha fatto Tania Tellini di Cadelbosco Sopra, che con la street art ha sviluppato un progetto sulla scuola media e si appresta replicarlo sulla facciata del teatro.

«Ma perché l'idea prenda corpo - suggerisce Marcello Moretti - occorre un progetto organico con il comune di Reggio che faccia da capofila».

Così come occorre il coinvolgimento e l'assenso dei proprietari. L'impianto di Rubiera è della "Mulini Industriali spa" e quello di Sant'Ilario (fino a poco tempo fa della multinazionale Monfer è oggi di una cooperativa francese del settore agroalimentare). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11499472:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/05/27/news/murales-di-200-metri-sulla-pista-ciclabile-a-fianco-del-secchia-1.11499472]]

L'idea di dipingere i silos a Rubiera non dispiace. «Sono uno dei soci _ dice il presidente della Mulini Industriali Ivano Vacondio _ e non siamo contrari dal punto di vista concettuale, ma bisogna valutare i pro e i contro. È una proposta che mi lusinga e che mi preoccupa al tempo stesso. Ma resto dell'idea che i silos siano una struttura maestosa. Noi poi su quest'area abbiano in mente nuovi investimenti in particolare sul nodo ferroviario». Poi Vacondio, che visceralmente è legato a quell'impianto aggiunge qualche ricordo personale : «Fin da piccolo sono stato innamorato di quei silos e quando giro per l'Italia e dico che sono di Rubiera mi accorgo che ci identificano come paese. Possono piacere o meno, ma io ne sono orgoglioso. Siamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione e disponibili a discuterne, a condizione che non ci siano costi a nostro carico».

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Anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro che già conosce il Collettivo Fx è favorevole al progetto. «Sono un pezzo della nostra storia - commenta - e non sono un sito archeologico, ma per noi quel luogo è strategico. A Rubiera stiamo pensando di sviluppare progetti di street art anche su altri spazi del paese ». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11246114:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/15/news/murales-a-scuola-contro-i-vandali-1.11246114]]

Un po' quello che ha già fatto il sindaco di Cadelbosco Tania Tellini, da subito entusiasta dell'idea, perché spiega: «Penso sia un modo per far rispettare i nostri luoghi pubblici con una modalità artistica e condivisa con i proprietari che non deturpa ma abbellisce. E' una forma d'arte e di comunicazione al passo con i tempi e di educazione civica. Abbiamo fatto un progetto di street art mettendo insieme artisti professionisti e i ragazzi delle scuole medie che hanno ridipinto e ridisegnati i muri della scuola che prima erano imbrattati di scritte e di ingiurie. E'una forma di educazione civica e di condivisione e penso sia un progetto replicabile e mi fa piacere che altri colleghi condividano questa idea».

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