Strage di Guastalla, partita una causa di risarcimento
L’assicurazione del pescivendolo ha chiesto i danni. Slitta ancora la perizia sulle cause del rogo al mercato
GUASTALLA. E’ un groviglio non facilmente districabile quello che si sta profilando – in tribunale a Reggio – sulla strage avvenuta al mercato di Guastalla oltre due anni fa (precisamente il 9 marzo 2013), in cui persero la vita la 27enne Rossana Mango, la madre 49enne Teresa Montagna e la zia 43enne Bianca Maria Montagna.Ma se il versante penalistico stenta a decollare come si è potuto toccare con mano (ancora un rinvio dell’incidente probatorio), la stessa cosa non si può dire sul lato civilistico, in cui è già stata incardinata una causa di risarcimento-danni.
L’INCHIESTA PENALE. L’ennesimo rinvio (al 15 settembre ) è stato chiesto ieri dal perito Luca Marmo (docente del Politecnico di Torino) ed ottenuto dal gip Antonella Pini Bentivoglio. Quest'ennesima richiesta per ulteriori approfondimenti la dice lunga sulla complessità del caso, ma il giudice non darà ulteriori proroghe e a metà settembre avverrà la discussione di quanto emerso nella perizia. Da tempo il pm Stefania Pigozzi ha indagato tre persone: Francesco Mango (unico sopravvissuto della famiglia che gestiva il furgone-rosticceria), il titolare dell'azienda bresciana Bbm Bompagni che allestì il mezzo poi esploso (l'imprenditore è assistito dall'avvocato Noris Bucchi) e Marco Reverberi (gestore del distributore di carburanti in cui si riforniva abitualmente Mango stesso). L’incidente probatorio è seguito, tramite i rispettivi legali, anche dalle 19 parti lese (fra cui anche il Comune di Guastalla).
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Il perito incaricato dal tribunale ha richiesto ed ottenuto già tempo fa di acquisire la cartella clinica di Francesco Mango, unico della famiglia sopravvissuto alla tragedia, e tutte le fatture di vendita relative agli interventi tecnici e strutturali avvenuti sul furgone che quel giorno saltò in aria. Dalle cartelle cliniche dell'uomo si potrebbe infatti appurare se le lesioni rimediate da Mango siano o meno compatibili con la dinamica sino ad ora ricostruita, e se nei mesi precedenti alla tragedia il mezzo, in particolare l'impianto a gas, sia stato al centro di interventi o modifiche da parte del proprietario. Un'eventualità, questa, che potrebbe togliere eventuali responsabilità degli altri indagati.
LA CAUSA CIVILE. Sta, invece, procedendo un po’ più spedita il processo civile avviato dall’Italiana Assicurazione che, avendo già risarcito un danneggiato (il pescivendolo guastallese Alberto Paluan, salvatosi grazie alla sua prontezza di spirito nello spostare velocemente il mezzo, perché si trovava con il suo furgone di ambulante ad un metro dal rogo), ha chiamato in causa Mango, da qui, a cascata, il coinvolgimento di altre parti: l’azienda Bbm Bompagni (assistita dal legale Valter Azzolini), la Generali (che è l’assicurazione di Mango) e Reverberi ma anche la sua assicurazione (Groupama). Probabilmente altre cause civili di risarcimento-danni partiranno ma solo dopo l’esito della perizia che in settembre darà contorni più certi a quanto accaduto e alle conseguenti responsabilità.
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