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«Così il sistema bancario truffa i propri clienti»

I segreti di tre ex bancari reggiani “pentiti” per evitare le trappole finanziarie Federconsumatori: «Bisogna informarsi prima di firmare qualunque contratto»


28 maggio 2015


REGGIO EMILIA. Costi e rischi in ogni investimento sono sempre a carico del cliente. Con questa premessa Antonello Cattani, Massimo Guerrieri e Paolo Giovanardi, tre consulenti indipendenti reggiani, hanno aperto ieri l’incontro organizzato da Federconsumatori al centro sociale “Catomes Tot” sul rapporto tra banche e clienti. L’occasione è stata la presentazione del loro libro-pamphlet “Così banche e finanza ci rovinano la vita”, edito da Infinito. Il dibattito è stato tutto un raccontare le vicissitudini di clienti tartassati e bastonati, chi per aver perso i soldi investiti senza essere stato avvertito del rischio e chi per essersi trovati costi non previsti e mutui a tassi variabili, solo a favore della banca.

L’incontro con i tre bancari “pentiti”, che nel frattempo si sono licenziati e hanno costituito una società di consulenti, ha finito per dare il via a testimonianze di clienti alle prese con un sistema bancario non trasparente. Che, come ha detto il presidente di Federconsumatori, Giovanni Trisolini, «si nasconde dietro alla complessità e all’illeggibilità dei contratti».

Tra i tanti che hanno raccontato la loro storia, anche quella di un imprenditore reggiano che, di fronte alla causa contro la banca per aver applicato tassi usurai, si è trovato da un giorno all’altro tutti i conti personali, aziendali e familiari bloccati. Solo dopo una lunga vertenza legale è riuscito a recuperare una parte del danno subito. Una via crucis percorsa anche da un’altra correntista, che dopo aver sottoscritto un’obbligazione di 20 mila euro – non quotata sui mercati regolamentati ma emessa dalla sua banca che aveva anche garantito il riacquisto – quando ha avuto bisogno di vendere, ha dovuto attendere per più di un anno prima di trovare un altro acquirente, dal momento che la banca non ha voluto ricomprare la propria obbligazione.

Fra i presenti, anche un cittadino che ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile: un accordo che prevede però che in caso di calo dei tassi di interessi continui a pagare il 5.6%, anche adesso che il tasso è sceso all’1.7%. Un danno tra mancati risparmi e maggior esborsi di 30 mila euro su un mutuo di 120 mila, hanno stimato i consulenti che lo stanno assistendo nella richiesta di rimborso. «Informarsi, leggere tutto prima di firmare e nel dubbio far leggere il contratto a un esperto e farlo prima e non dopo», è stato il consiglio di Trisolini e dell’avvocato Maggio di Federconsumatori.

I tre consulenti tra un caso e l’altro hanno sintetizzato le poche regole d’oro da seguire per evitare sorprese: non partire dal rendimento, ma valutare il rischio di ogni investimento, leggere attentamente prima di firmare, non illudersi che i soldi si moltiplichino da soli, perché costi e rischi sono solo a carico del cliente.

Un’ultima raccomandazione da parte di Massimo Guerrieri, Paolo Giovanardi e Antonello Cattani – che nei giorni scorsi sono stati anche ospiti a La7 – è stato quello di «non pensare che sia facile avere ragione. Le banche tendono a tirarla per le lunghe, ma quando si accorgono che il cliente ha carte valide sono disponibili a trovare accordi extragiudiziari per timore di cattiva pubblicità». (r.f.)

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