«Divorzio breve? Intasamenti in vista»
Allarme della presidente della I sezione civile: «Le istanze aumenteranno, noi siamo pochi: si rischiano tempi lunghi»
REGGIO EMILIA. «L’impatto sarà notevole, rischiamo di essere invasi dalle procedure con un numero di giudici che sarà, però, sempre lo stesso. Sono molto preoccupata, non lo nascondo, per l’aspetto gestionale».
La presidente della I Sezione civile del tribunale di Reggio, Rosaria Savastano, commenta così l’introduzione del cosiddetto “Divorzio breve”, che riduce da tre anni a 6 mesi (per quelli consensuali) o a 12 (per quelli giudiziali) i tempi dalla separazione al divorzio. Una novità che si accompagna alla separazione davanti al sindaco (in vigore da gennaio) ma che a Reggio, sin’ora, si ferma a 4 casi.
«Invece, la nuova norma è entrata in vigore da 24 ore e sono già state presentante due istanze – confida – Non c’è motivo di non ritenere che le 621 separazioni consensuali del 2014 non diventino, già quest’anno, istanze di divorzio». Da qui, le ragioni di preoccupazioni.
«Probabilmente, era giusto intervenire perché tre anni dalla separazione al divorzio potevano sembrare troppo lunghi: improbabile una remissione della crisi coniugale. Ma forse si può discutere se sei mesi e un anno non siano tempi forse troppo ristretti. Il carico sarà notevole e non ci possono essere misure organizzative diverse, poichè il numero di addetti in cancelleria è sempre quello, due persone, così come i giudici: tre che diventeranno quattro a novembre più io. A ora, abbiamo ciascuno un carico di almeno 600 cause l’anno, e non certo solo divorzi e separazioni».
Tutto questo tenendo conto anche di un dato, non irrilevante. «A Reggio le separazioni sono aumentate, in controtendenza al resto d’Italia dove le separazioni sono invece diminuite sensibilmente, a causa della crisi. Molti non se lo possono permettere e restano insieme aspettando tempi migliori per separarsi, qui invece la crisi ha sfaldato le coppie».
Nel corso del 2014, sono state complessivamente 1.338 le procedure (tra separazioni e divorzi) gestite dal tribunale di Reggio. «Mediamente, siamo sempre riusciti a mantenere i tempi indicati dalla legge, che sono di 90 giorni tra deposito della separazione e fissazione dell’udienza. D’ora in poi, non riusciremo più a farlo in tempi così ristretti». Inoltre, potrebbero verificarsi sovrapposizioni tra le procedure di separazione e divorzio. «C’è il rischio di definire il divorzio prima che sia stata definita la separazione. Questo dovremmo cercare di evitarlo, dando una accelerazioni alle separazioni. Pensiamo alle conseguenze in materia di gestione dei figli o per le questioni patrimoniali» spiega. C’è un ulteriore elemento di riflessione, però. «Il fatto che passasse tempo consentiva alle parti di parlare e di trovare un accordo. Nell’immediatezza, invece, gli animi sono accesi. Non escludo che ora questioni di carattere patrimoniale finiranno davanti al giudice, più di quanto non succedeva una volta. E’ un risvolto possibile».
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