Gazzetta di Reggio

Reggio

Gli orti crescono e cambiano “proprietari”

di Roberto Fontanili
Gli orti crescono e cambiano “proprietari”

Ai 300 attuali se ne aggiungeranno altri 100. A coltivarli non solo anziani ma anche scuole e famiglie

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dagli orti riservati esclusivamente agli anziani come è stato per tanti anni, a quelli destinate a famiglie e a quelli didattici per scuole e associazioni. Il nuovo progetto e il relativo regolamento comunale nato per favorire la diffusione dell’esperienza degli orti urbani è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale e nelle prossime settimane sarà discusso con i cittadini e le associazioni, comprese quelle agricole per diventare operativo e rivoluzionare la situazione attuale. Cercando di cogliere quell’aumento della richiesta di chi per risparmiare, o per scelta di vita, vorrebbe coltivare direttamente parte di quello che finisce sulla sua tavola. Così come per le scuole e associazioni il seguire l’andamento delle coltivazioni può aiutare a far comprendere ai bambini, per esempio, che molti alimenti non nascono sui banchi del supermercato.

Riprende così vigore un’esperienza che negli ultimi anni a Reggio si era in parte affievolita. Intanto si parte da un quadro che vede attualmente 300 appezzamenti di terreno destinati a orti e che coinvolge quasi un migliaio di persone in quattro diverse aree (Spallanzani, Montenero, Baragalla e Buco del Signore), ma vi sono anche alte interessanti esperienze come il Giardino di Gabrina (piante officinali) la fattoria del Mauriziano, il Pomario della Reggia di Rivalta e l’orto condiviso di via Settembrini. L’obiettivo dell’assessore Valeria Montanari è quello di incrementare il numero degli appezzamenti disponibili, utilizzando alcuni terreni a Parco Ottavi e nella zona del Buco del Signore, aggiungendo almeno un altro centinaio di lotti. Quel che cambia con il nuovo regolamento è che l’assegnazione non sarà “perpetua” come di fatto è oggi, ma ogni cinque anni ci sarà una rotazione sulla base di una graduatoria stilata tenendo dei redditi e delle finalità sociali e educative dei progetti e dall’essere residenti nel comune di Reggio con l’esclusione della possibilità di svolgere attività commerciali sull’appezzamento di terra assegnato. Norme che serviranno a regolare una domanda in crescita, con l’obiettivo finale del Comune è quello di costruire una rete comunale di orti sociali per fare socialità e condivisione.

Gli orti sono solo una parte di un progetto che punta anche a incentivare la pratica ortiva dei privati anche su balconi, terrazze, aree condominiali e tetti verdi. Tutte esperienze che saranno al centro del convegno promosso dall’Università di Medena e Reggio nell’ambito di Expo 2015 in programma domani 29 maggio agli Orti Spallanzani sul tema “Urban farming: territorio cittadino e agricolo insieme per le sfide del pianeta”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google