Iva Zanicchi dice no alla fusione Pd e Pdci: «Una scelta necessaria»
LIGONCHIO. Evidentemente non vuole perdere il suo storico soprannome di Aquila di Ligonchio. Di fatto, Iva Zanicchi ha sposato la campagna per il no alla fusione. Anzi, nell’ultima assemblea...
LIGONCHIO. Evidentemente non vuole perdere il suo storico soprannome di Aquila di Ligonchio. Di fatto, Iva Zanicchi ha sposato la campagna per il no alla fusione. Anzi, nell’ultima assemblea organizzata dal comitato contrario sarà presente in prima persona. Lo annuncia lo stesso comitato per il no: «Venerdì 29 si concluderà la nostra campagna referendaria, a Ligonchio capoluogo. In quella serata, a sostenere la conservazione dell’identità del nostro Comune, quindi il no deciso alla fusione, avremo l’onore della presenza di un personaggio a tutti noto non solo a Ligonchio, ma in tutta Italia e anche all’estero: Iva Zanicchi. Sarà presente quale cittadina originaria di Ligonchio alla quale è stata conferita la cittadinanza onoraria per avere da sempre pubblicizzato il nostro paese in ogni sua apparizione pubblica. Ritenendo l’illustre personaggio una nostra compaesana che conosce e vive i problemi della nostra comunità, la presenteremo non come politico parlamentare europeo, ma come una cittadina ligonchiese che vuole continuare ad essere chiamata tale, nel senso di appartenere al Comune di Ligonchio, e non ventassana oppure nassetana, o di altro Comune che dir si voglia».
Sul fronte opposto, il Pd ed il Pdci di Ligonchio scendono in campo a favore del sì al referendum di domenica.
«Domenica – spiegano i due partiti in una nota – sarà una giornata storica, un appuntamento molto sentito e partecipato in tutto il territorio, ma sopratutto un'opportunità irripetibile in grado di cambiare radicalmente il futuro e le prospettive per la nostra montagna». Aggiunge Luca Cagnoli, segretario del Pd di Ligonchio: «Per sostenere la fusione sono arrivati in Appennino, tra gli altri, anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il presidente della Provincia Giammaria Manghi. Molto attivo, ed è un bene per la democrazia, è anche il comitato per il no al referendum, ma spesso le motivazioni sostenute continuano ad aggrapparsi ad una demagogia campanilistica che francamente ci appare molto lontana dalle esigenze della popolazione e, forse ancora più grave, dal periodo storico che stiamo affrontando».
Stefano Regio, segretario del circolo Pdci: «I cambiamenti fanno sempre paura, ma quando sono necessari alla sopravvivenza fa più paura chi non vuole cambiare. Non possiamo più permetterci di difendere con cieca ottusità i mille campanili d'Italia. Qui non c’entra più essere a favore o no, qui bisogna rendersi conto che l'unica verità ad oggi certa è che dal primo gennaio del 2016 i nostri piccoli Comuni di montagna non avranno più i fondi necessari neanche alla sopravivenza. Rinnoviamo alla popolazione, alle famiglie ma sopratutto ai giovani l’invito a votare domenica e scegliere di essere protagonisti una volta per tutte del proprio futuro. Votando a favore della fusione per iniziare con decisione e determinazione un processo che ci porterà ad essere una montagna moderna, al passo con i tempi e competitiva».
Si vota domenica 31 maggio a Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
