«Noi siamo l’unica alternativa a 40 anni di vecchia politica»
CANOSSA. «Il vero cambiamento siamo noi. Da una parte c’è Musi che, non potendosi più candidare, ha passato il testimone al suo assessore Luca Bolondi – che tra l’altro ha messo in lista ben sette...
CANOSSA. «Il vero cambiamento siamo noi. Da una parte c’è Musi che, non potendosi più candidare, ha passato il testimone al suo assessore Luca Bolondi – che tra l’altro ha messo in lista ben sette consiglieri uscenti – e dall’altra c’è Alfredo Gennari, per 19 anni sindaco di Canossa, per 5 anni consigliere di Musi e poi anche consigliere provinciale della Masini. Loro vogliono mantenere il potere, ma siccome non si sono messi d’accordo hanno fatto due liste. Noi invece non vogliamo mettere radici in giunta, ma abbiamo solo voglia di cambiare questo paese così ingessato». Parola di Alberto Bizzocchi, candidato a sindaco di Fratelli d’Italia e Lega Nord.
Come è andata la campagna elettorale?
«Molto bene, abbiamo ottenuto parecchi consensi e soprattutto abbiamo attirato molti elettori indignati dal comportamento delle altre due liste, che non hanno fatto altro che attaccarsi e accusarsi».
Cosa vi differenzia da loro?
«Innanzi tutto siamo la sola lista di centrodestra, ma l’orientamento politico conta fino a un certo punto in Comune, poi la nostra lista è formata da persone che non hanno avuto incarichi politici, e che sono di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali: ci sono operai, professionisti, commercianti, ingegneri… Diciamo che siamo l’unica vera alternativa: se i cittadini non sono contenti di com’è stata amministrata Canossa in questi 40 anni devono votare per noi. Anche perché, a differenza di come è sempre stato finora, promettiamo di non fare differenza tra i cittadini (di serie A e di serie B in base al voto) e di non governare mai in modo clientelare».
È ottimista?
«Gli elettori di centrodestra a Canossa, tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega Nord, equivalgono a un 36%. E alle ultime elezioni Fratelli d’Italia ha preso il 14% contro il 3.5% nazionale. Significa che i cittadini di Canossa hanno imparato a conoscermi e apprezzano la mia serietà e onestà. Credo che se le forze politiche di centrodestra si concentreranno senza perdere voti in giro (anche se, per esempio, nella lista di Gennari c’è qualche simpatizzante di destra), abbiamo buone possibilità di farcela».
La prima cosa che farebbe se diventasse sindaco?
«Abbassare le tasse comunali. Si parla tanto di evasione, ma per me il problema è la pressione fiscale. Il cittadino e le piccole imprese, ormai, sono esasperate. Basta dire che a Canossa l’Irpef è passata dallo 0.2 allo 0.8%. E, come se non bastasse, il Comune ha chiuso il con un avanzo di 500mila euro. Ma se i soldi ci sono vanno spesi per i cittadini, per dare loro servizi, per mettere a posto le strade, altrimenti che si abbassino le tasse. Le risorse si potrebbero trovare riducendo le spese superflue: la prima cosa che farò, se diventerò sindaco, è andare a frugare nei cassetti per vedere cosa si può tagliare». (m.r.)
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