Processione e battesimo «Lo chiameremo Rolando»
CASTELLARANO. In corteo per i cristiani perseguitati, nel ricordo del beato Rolando Rivi, con un battesimo in suo onore. Domani Castellarano ospita una processione per le vittime cristiane dei...
CASTELLARANO. In corteo per i cristiani perseguitati, nel ricordo del beato Rolando Rivi, con un battesimo in suo onore. Domani Castellarano ospita una processione per le vittime cristiane dei conflitti odierni, che per la prima volta segnerà la festa liturgica dedicata al giovane seminarista ucciso a 14 anni nel 1945, al termine della guerra, da un gruppo di partigiani. La ricorrenza è quella della sua sepoltura dopo il ritrovamento del corpo.
Il corteo, guidato dal vescovo monsignor Massimo Camisasca, partirà alle 20.30 dalla Montadella, nel piazzale di fronte alla ceramica San Valentino in via Manganella 4, e si concluderà, alle 21, nella pieve di San Valentino, in via Rontano 7, dove Rivi Martire è sepolto. La cerimonia nasce sulla spinta dell’intervento di Papa Francesco sulle «violenze inaudite di cui, in molti paesi, sono oggetto uomini e donne “perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani».
La camminata, accompagnata da un reliquiario, rinnoverà per la prima volta la processione del 29 maggio 1945, quando il papà Roberto, a guerra finita, riportò al suo paese il corpo del figlio. Gli amici incontrarono il carro alla Montadella e da lì portarono la salma a piedi sino alla pieve di San Valentino. Quel giorno le campane della chiesa tornarono a suonare dopo gli anni di silenzio durante la guerra, e così faranno 70 anni dopo, grazie a un concerto di campane mobili portate dai campanari di Modena e Reggio Emilia.
Ad aprire il corteo, alcuni seminaristi, “colleghi” contemporanei di Rolando Rivi, che porteranno la croce fatta fare nel 1945 dal padre del 14enne, Roberto Rivi. Una volta arrivati a San Valentino, sarà il vescovo Camisasca a officiare la messa, che vedrà anche il battesimo di un bimbo di pochi mesi. Sarà chiamato Rolando, per volontà dei genitori, nella stessa chiesa in cui il beato venne battezzato l’8 gennaio 1931. La scelta di mamma Yeny e papà Christian Farioli è chiara: «Un anno fa, quando da pochi giorni avevamo saputo che Yeny era incinta, proprio nella Pieve di San Valentino, il 29 maggio 2014, in occasione della prima festa del Beato, abbiamo affidato nostro figlio al seminarista martire. Lo chiameremo Rolando».
Il comitato Amici di Rolando Rivi, al termine della cerimonia, verserà formalmente mille euro al progetto “Adotta un cristiano di Mosul”, promosso da Asia News – Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano, in favore dei cristiani iracheni in fuga dall’IS.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
