Un sacco inceppa l'impattatore, è mistero sul contenuto
Castelnovo Sotto, un'addetta alla discarica parla di "carcasse di cani" ma vigili urbani e veterinari dell'Ausl confermano la tesi dell'uomo che avrebbe portato "pelli di coniglio"
CASTELNOVO SOTTO. Ci sono volute diverse ore prima di arrivare ad una prima conclusione del "giallo" che ha tenuto banco nella giornata di ieri a Castelnovo Sotto, e che ha per protagonisti degli animali morti, finiti loro malgrado al centro di una singolare disputa. Una conclusione che, tuttavia, lascia aperti molti dubbi.
Tutto ha avuto inizio in mattinata, alla discarica castelnovese Iren di via Prati Landi, quando davanti agli addetti si è presentata una persona che ha depositato un sacco nero – di quelli classici utilizzati per la raccolta dell'indifferenziato – pieno di rifiuti. Quello che sembrava all'apparenza un normale sacco è stato poi gettato all'interno del trituratore, per la normale procedura di eliminazione. Ma pochi istanti dopo l'avvio del macchinario, questo si è inceppato. Colpa del contenuto di quel sacco.
«Quello che c'era dentro – spiega una delle persone addette alla discarica, dipendente di una cooperativa – ha fatto incagliare la pressa. Avevamo già dei dubbi, ma una volta aperto il sacco abbiamo avuto la conferma. Oltre all'odore nauseabondo, abbiamo visto molto sangue e quelle che sembravano delle carcasse di cani. Morti, ma integri».
Davanti alla scoperta, la donna ha avvisato la polizia municipale, che ha inviato in via Prati Landi due agenti per segnalare la presunta irregolarità, in quanto la legge prevede che, in seguito alla morte degli animali domestici, i proprietari debbano provvedere alla cremazione degli stessi o alla sepoltura in un apposito cimitero.
Oltre a loro, sul posto sono arrivati anche dei rappresentanti di Iren (che ha in gestione l'isola ecologica) e il Servizio veterinario dell'Asl, giunto da Guastalla.
Davanti al caso, gli operatori dell'Asl hanno esaminato il contenuto del sacco e hanno fatto portare via il macchinario, in modo da poter analizzare i resti contenuti all'interno. Allo stesso tempo, è stata richiamata sul posto anche la persona che aveva gettato il sacco, per ottenere spiegazioni sulla sua condotta. «Non sono cani – ha raccontato l'uomo – ma pelli di coniglio. Le ha buttate mio suocero».
Al termine del sopralluogo, durato un paio d'ore, gli agenti sono tornati in centrale e i veterinari dell'Ausl hanno avviato le indagini per chiarire l'episodio. Nel pomeriggio sono poi arrivate le risposte tanto attese, che hanno fatto luce sull'accaduto. Sia il comandante del corpo di polizia municipale "Terra di Mezzo" Flaminio Reggiani che il Servizio veterinario dell'Ausl hanno affermato che si trattava di pelli di coniglio, come aveva affermato l'uomo che aveva gettato il sacco e come è stato scritto sul verbale degli addetti del servizio.
Un "finale" – almeno per ora – che fornisce la versione ufficiale di quanto è accaduto ieri mattina all’isola ecologica di via Prati Landi, anche se restano grandi dubbi sulla capacità di un paio di pelli di coniglio di inceppare un compattatore di rifiuti.
In ogni caso, la persona che ha portato in sacco all’isola ecologica probabilmente riceverà una sanzione (dell'importo ancora da stabilire) in quanto, anche per i conigli, è necessario osservare le stesse procedure di smaltimento in vigore per gli altri animali.
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