«Così si è salvato il mio piccolo Elia»
Busana, sta meglio il bimbo finito in Rianimazione. Forse un virus all’origine del malore. La mamma: «Tanta paura»
BUSANA. Tutta Busana tira un enorme sospiro di sollievo. Il piccolo Elia Fantolini, per fortuna, si sta riprendendo. È lui il bimbo di due anni finito nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Parma, dove è arrivato in elisoccorso, mercoledì sera, dopo avere accusato un malore, mentre si trovava a casa. Dopo avere trascorso tutta la notte con accanto il papà Davide e la mamma Caterina Giacomini, ieri mattina i medici hanno disposto il trasferimento del bambino nel reparto di Pediatria. Il piccolo ha la febbre alta, ma le medicine nella serata di ieri già stavano cominciando ad avere il loro effetto. Ed è proprio la mamma a raccontare i terribili momenti vissuti mercoledì sera. La famiglia Giacomini è molto conosciuta perché è titolare della tabaccheria del paese.
Come sta ora Elia?
«Ha ancora la febbre, ma comincia a stare meglio. Oggi si sta rendendo conto di non essere in un luogo familiare ed è solo un po’ intimorito».
Quindi è a causa di un virus che il bambino ha accusato il malore?
«I medici ritengono di sì. Appena arrivato all’ospedale gli hanno trovato la febbre. È stato sottoposto a radiografia per escludere che avesse ingerito per sbaglio qualcosa. Ed è risultato tutto negativo».
Cosa è successo mercoledì sera? Lei era presente?
«Una cosa che non ci si potrebbe mai immaginare. Io non c’ero. Stavo lavorando in tabaccheria. Elia era appena rientrato con il papà a casa. Davide gli aveva dato un bicchiere di acqua e poi il bambino è corso nella stanza accanto a prendere un gioco. Poi, all’improvviso il silenzio. Il padre se ne è accorto subito e si è affacciato alla stanza. Ha trovato Elia svenuto e ha chiamato il 118. Un’ambulanza è arrivata subito e si è formata una seconda squadra con i volontari della Croce Verde Alto appennino. Sono stati loro a chiedere l’intervento dell’elicottero».
Un intervento quanto mai tempestivo che ha permesso di salvare il bimbo. Lei si è accorta subito di quanto stava accadendo.
«Si ho sentito subito il movimento e ho visto Davide uscire con Elia tra le braccia. Lo ha portato alla sede della Croce Verde Alto Appennino che sta proprio sotto la tabaccheria, per consentire un intervento più rapido. Al bimbo è stato dato ossigeno ed è stato intubato. Poi lo hanno caricato in elicottero. Con lui c’era il papà. Mio suocero ha accompagnato me in auto a Parma...».
Un tragitto lungo da Busana a Parma senza sapere nulla delle condizioni di suo figlio. Da mamme ci si può immaginare l’angoscia...
«Sì. Ma per fortuna ho visto Elia avere segni di ripresa e in auto non ero sola. Poi appena arrivata mi hanno tranquillizzato. Ho potuto vedere mio figlio. Lo avevano leggermente sedato anche per potere procedere più agevolmente. Ma respirava e si era ripreso».
Ha idea di quanto dovrete rimanere in ospedale?
«Ci hanno parlato di qualche giorno. Elia ha una sorellina di quattro anni. Ora è con il papà. Ma naturalmente non vediamo l’ora di ritornare tutti insieme e a casa».
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