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Padana Tubi, furti di metalli in quattro ora sotto processo

GUASTALLA. Inchiodati da due filmati. E’ questa la prova-chiave che ha portato sotto processo – per furto – quattro campani (Antonino Abbate, Massimo Signoriello, Angelo Cafiero e Pietro Riccio)...

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GUASTALLA. Inchiodati da due filmati. E’ questa la prova-chiave che ha portato sotto processo – per furto – quattro campani (Antonino Abbate, Massimo Signoriello, Angelo Cafiero e Pietro Riccio) residenti a Guastalla e che, per i carabinieri, hanno preso d’assalto la ditta “Padana Tubi” per ben due volte di notte nel giugno di sette anni fa.

Come ha ricostruito ieri in tribunale a Reggio il maresciallo Vincenzo Milazzo – comandante della stazione dell’Arma di Guastalla – le immagini hanno permesso d’identificare i quattro imputati perché ben conosciuti dai militari.

«Si muovevano nel piazzale della ditta – ha spiegato il maresciallo – e prelevavano a mano del materiale metallico che in quell’area viene stoccato. Inoltre nei filmati si vede un furgone del tutto simile a quello che in quel periodo era stato preso a noleggio a Gualtieri da Abbate. Quattro le persone riprese, a figura intera, non abbiamo avuto dubbi nell’individuarli». Un furto del valore sui 4mila euro. Il giudice Alessandra Cardarelli, non avendoli agli atti, ha richiesto quei due filmati – per visionarli – che devono essere depositati prima della prossima udienza del 10 luglio in cui potrebbe maturare la sentenza. Presenti in aula tutti e quattro gli imputati. «Ancora non è chiaro – dice alla fine dell’udienza l’avvocato difensore Alessandro Carrara – se quei filmati vi siano o meno. La difesa non li ha mai visti. Comunque sia, i miei assistiti si dichiarano innocenti, sostengono di non c’entrare con quei furti». (t.s.)

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