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acqua pubblica»IL DIBATTITO

di Evaristo Sparvieri
acqua pubblica»IL DIBATTITO

REGGIO EMILIA. «L’ho già comunicato al sindaco. Se andiamo alla gara ad evidenza pubblica, rischiando di dare la nostra acqua nelle mani di chi farà speculazioni, cominci già a pensare a chi potrà...

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REGGIO EMILIA. «L’ho già comunicato al sindaco. Se andiamo alla gara ad evidenza pubblica, rischiando di dare la nostra acqua nelle mani di chi farà speculazioni, cominci già a pensare a chi potrà prendere il mio posto». Mette Luca Vecchi all’angolo, minacciando le dimissioni. E non rinuncia all’idea di portare avanti un progetto di ripubblicizzazione che preveda in primo piano il fattore della territorialità. Mentre anche il suo partito, Sel, sembra in fermento, in fatto di acqua pubblica il vicesindaco Matteo Sassi mostra di avere idee le chiare, rilanciando pieno appoggio allo studio predisposto dall’assessore Mirko Tutino o, in alternativa, tentando la strada di una società mista a maggioranza pubblica, che consenta ai Comuni reggiani di mantenere comunque il controllo territoriale del servizio idrico.

Considerazioni contenute anche in un odg presentato all’assemblea federale di Sel dal coordinatore provinciale, Michele Bonforte, approvato all’unanimità con una sola astensione. Nella mozione, scritta dallo stesso Sassi, si «dà mandato ai propri consiglieri ed amministratori presenti nei comuni della provincia, di rappresentare queste posizioni nelle giunte e nei consigli comunali». Nello stesso documento, inoltre, si considera «inaccettabile affidare la gestione del servizio idrico integrato attraverso la modalità della procedura di evidenza pubblica», giudicando questa eventualità come «una violazione degli accordi di coalizione, che a quel punto sarebbe di fatto venuta meno».

La partita è tutta in salita, aprendo di fatto una frattura in giunta e nella maggioranza. Ma lasciando nello stesso tempo intravedere anche qualche spiraglio. Soprattutto per il fatto che Vecchi – vero ago della bilancia in grado di trainare dietro di sè gli altri sindaci della provincia sulla strada della ripubblicizzazione – non è ancora uscito ufficialmente allo scoperto, forse in attesa della direzione provinciale Pd, convocata per lunedì 8 giugno, nella quale l’acqua pubblica rappresenterà il principale tema di discussione.

Quanto alla situazione in giunta, fra gli assessori regna per lo più freddezza sull’argomento, con l’esclusione di Francesco Notari, che avrebbe mostrato qualche perplessità sulla fattibilità dell’operazione. «Fra avere acqua pubblica al 100% e non averla affitto ci sono soluzioni intermedie – ribadisce Sassi – Non si può lasciare un tema del genere al mercato. Servono sicurezza, controllo del territorio e sistema pubblico. Bisogna pensare a fare gli interessi dei cittadini. E ci sono le condizioni per farlo. Non si può arrivare a gara. Si corre il rischio che il servizio idrico finisca nelle mani di società estranee al nostro territorio, senza garanzie di controlli sul fronte della sicurezza e senza la certezza di investimenti. Faccio appello alla cultura amministrativa di questa città e ai sindaci della nostra provincia perché si eviti questa ipotesi».

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