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Assicurazioni truffa, si teme una voragine milionaria

Assicurazioni truffa, si teme una voragine milionaria

L’ex agente si era già auto-denunciato. Ma il buco potrebbe arrivare a 15 milioni di euro. Tensione in montagna: i clienti temono il crac

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CASTELNOVO MONTI  Dal 2012 non era più agente assicurativo ma avrebbe continuato a incassare i soldi delle polizze vita dei suoi clienti sparsi nei comuni della montagna. Un fatto venuto a galla a Castelnovo Monti, dove si è parlato in prima battuta di un "buco" attorno ai 10 milioni di euro che sta allarmando la comunità.

L'uomo, è stato rivelato ieri, in realtà si era già auto-denunciato. L’ex agente dell’Ina Assitalia accusato di truffa aggravata continuata – questa la prima ipotesi al vaglio dei carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti – non avrebbe versato i soldi nei conti.

A chiarirlo è l’avvocato Domenico Noris Bucchi, che rappresenta l’uomo. «Il mio assistito – spiega in una nota – ancor prima di ricevere denunce, e dell’intervento delle forze dell'ordine si è recato, spontaneamente, presso la Procura della Repubblica di Reggio Emilia dove, attraverso un'”auto-denuncia” ha esposto i fatti, che pare abbiano contorni ben più ampi di quanto possa apparire (relativamente ai quali - ovviamente - sussiste il segreto istruttorio), assumendosi peraltro ogni responsabilità».

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Un’auto-denuncia che avrebbe portato la procura all’apertura di un fascicolo, con delega alla Guarda di finanza per tutti gli accertamenti del caso. Oltre a quello che, a questo punto, destinato ad aprirsi con l’informativa inviata ieri dai carabinieri della montagna al magistrato di turno, la dottoressa Giulia Stignani.
Gli eventi, evidentemente, hanno avuto il sopravvento quando la banca che ospitava un conto dell’uomo, e collegata all’assicurazione, si è rivolta all’assicurazione stessa per segnalare movimenti anomali. Da lì, l’intervento degli ispettori di Ina negli uffici e in banca per gli accertamenti del caso. E quindi l’intervento dei carabinieri.

«Sarà ora compito degli organi inquirenti verificare ed approfondire le dichiarazioni rese dal mio assistito che si è posto fin da subito a disposizione dell’autorità giudiziaria e che pare, è bene sottolinearlo, non abbia tratto alcun beneficio personale da queste operazioni» sono le parole con cui l’avvocato Bucchi conclude la sua nota. Parole che aprono lo scenario e fanno pensare al coinvolgimento di altre persone.

Di certo, è quello che vogliono cercare di capire gli stessi uomini dell’Arma che dopo la prima denuncia di una donna, ieri hanno continuano a ricevere telefonate allarmate e segnalazioni: si tratta di clienti dell’ex agente evidentemente preoccupati per i soldi di una vita, affidati a lui in buona fede. Le denuncia formali, a questo punto, sono fondamentali per fare chiarezza. Intanto, ci sono già cinque polizze, per 350mila euro, sequestrate. Ma il numero potrebbe crescere. Da una prima stima, ipotizzata dagli ispettori, il buco potrebbe essere di 10/15 milioni di euro, a partire dal 2003. Sotto la lente passeranno i conti dell’ex agente, almeno tre.
 

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