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IL LEADER DELLA FIOM

Landini sprona il Comune «Non cambi idea adesso»

di Jacopo Della Porta
Landini sprona il Comune «Non cambi idea adesso»

REGGIO EMILIA. «Nascita di un partito? No, queste sono cavolate. Non so più come dirlo. Adesso lo dirò se riesco in cinese, lo imparo, che forse lo capiscono meglio. Qui ci sono quelli che hanno...

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REGGIO EMILIA. «Nascita di un partito? No, queste sono cavolate. Non so più come dirlo. Adesso lo dirò se riesco in cinese, lo imparo, che forse lo capiscono meglio. Qui ci sono quelli che hanno paura della loro ombra, in un Paese dove ormai la maggioranza non va più a votare, capisco che quelli che fanno politica hanno qualche problema».

Così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, ospite ieri sera dell’incontro “Ritorno al futuro. L’acqua torna pubblica”, organizzato al Catomes Tot del parco Cervi, al quale ha partecipato molta gente, tra cui vari esponenti di Sel e la consigliera regionale Silvia Prodi. «Noi - ha proseguito il leader della Fiom - vogliamo unire ciò che è diviso e rappresentare il lavoro che non è rappresentato».

Poi Landini, è intervenuto sul tema della serata, ovvero la ripubblicizzazione dell’acqua. «In Italia c’è stato un referendum. Reggio Emilia è tra l’altro una città che ebbe un risultato molto alto. Mi risulta che a Reggio nel 2012 il consiglio comunale, e non lo ha obbligato nessuno, ha votato e ha preso degli impegni. In democrazia di solito le cose che ci si impegna a fare bisogna farle, altrimenti vuol dire che non si è corenti e si è cambiato idea. Nessuno vuole impedire che si faccia una discussione su come fare un’operazione del genere».

Secondo Landini «Con questa storia che ci sono problemi, sta andando avanti una politica, anche con provvedimenti del governo, che non solo disattende quello che è stato un pronunciamento democratico delle persone, ma in realtà si sta cercando di far passare un’idea di privatizzazione di tutti i servizi pubblici, che credo sia assolutamente sbagliata perché non rispetta il referendum e non risolve i problemi delle persone».

I comitati per l’acqua pubblica vedono il risultato vicino, nonostante le perplessità espresse in questi giorni da parte di tanti sindaci reggiani. «Direi che siamo in dirittura d’arrivo, e sarebbe incomprensibile fermarsi a un passo dal traguardo - ha detto Corrado Oddi del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua - . Qui a Reggio è stato fatto un lavoro importante e sostanzialmente si è convenuto che la scelta della ripubblicizzazione e da una parte in linea con l’esito referendario del 2011 e dall’altro assolutamente sostenibile. Oggi bisogna solo completare il processo e conquistare il traguardo passando questo ultimo miglio. Le polemiche che ho visto in questi ultimi giorni mi sembrano frutto di un elemento di terrorismo psicologico ed ideologico. Perché in realtà ci sono tutte le ragioni sia di sostenibilità, che politiche, per compiere questa scelta».

Per Corrado Oddi la scelta di Reggio ha un significato nazionale. «In questo momento a quattro anni dalla scadenza referendaria sta riprendendo piede un ciclo di privatizzazione dei servizi pubblici essenziali. E questo ruolo di privatizzazione è stato assegnato alle quattro grandi mulituility italiane, Iren, Hera, A2A e Acea, che peraltro sono quotate in borsa. Per questo la scelta di Reggio Emilia, va in controtendenza e ovviamente le resistenze degli ultimi giorni le leggo come gli ultimi colpi di coda, perché fare questa scelta significa incrinare un progetto di carattere generale».

Per Riccardo Petrella, presidente dell’Università Bene Comune «a Reggio Emilia finalmente gli abitanti hanno capito che il problema della gestione dell’acqua non è indifferente al tema dei diritti e della democrazia. Non è solo un problema di una gestione più efficace di una risorsa. Con la privatizzazione dell’acqua il rischio che stiamo correndo è quello della mercificazione della vita stessa».

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