Gazzetta di Reggio

Reggio

I comitati contro il progeTTo di fusione

«No, a rischio le nostre identità storiche e molti servizi decentrati»

LIGONCHIO. Se tutte le forze politiche che si sono espresse sul tema della fusione sono favorevoli, sono però attivi in Appennino anche i comitati popolari che stanno facendo campagna per il no. In...

2 MINUTI DI LETTURA





LIGONCHIO. Se tutte le forze politiche che si sono espresse sul tema della fusione sono favorevoli, sono però attivi in Appennino anche i comitati popolari che stanno facendo campagna per il no. In particolare a Ligonchio e Ramiseto i gruppi sono particolarmente attivi. Nelle loro motivazioni spiegano: «La fusione porterebbe ad un’inevitabile perdita di identità: un unico sindaco, un’unica giunta, unico consiglio e sede comunale. La rappresentatività dei cittadini sarebbe inferiore. In secondo luogo avremmo una politica che allontana il cittadino dalle stanze del potere: lo ha fatto l’Unione dei quattro Comuni, Ente di secondo grado, e in questi anni non ha certo arginato il declino del crinale. Il cavallo di battaglia dei sostenitori del sì poi sono i finanziamenti, ma parlano per ipotesi e sulla base di contributi promessi in 15 anni, che in realtà non sarebbero certi in caso di minori finanziamenti dallo Stato».

Concludono i comitati per il “no”: «Un fattore trascurato finora è l’omogeneità geografica del territorio. La morfologie dei nostri quattro comuni ha caratteristiche che ne hanno determinato la storia e fanno apparire l’assurdità della fusione. Col no ricordiamo agli Enti che creano le leggi, che nascono con l’obiettivo primario di dare un servizio al cittadino e per questo non possono non tenere conto delle peculiarità del territorio, delle sue radici e delle sue evoluzioni storiche. Infine, una conseguenza certa della fusione sarebbe la delocalizzazione dei servizi al cittadino. Non crediamo a chi afferma che saranno tenuti aperti sportelli in tutti i vecchi comuni, perché tale scelta non genererebbe alcun risparmio».

«Infine, la fusione è definitiva e irreversibile, mentre altre opzioni che comporterebbe il no, come il conferimento di funzioni all’Unione dei 10 comuni con sede a Castelnovo, potrebbe in un secondo momento essere rivista. C’è poi da aggiungere che in quei contesti la montagna e il crinale in particolare, risulterà in minoranza rispetto alle scelte di comuni più forti». (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google