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Progetto per riscoprire le orme del “mososauro”

di Adriano Arati
Progetto per riscoprire le orme del “mososauro”

Sulle tracce del mosasauro, antico abitante di Baiso e di Pangea, il continente primordiale. È partito a Baiso un progetto di valorizzazione turistica ed ambientale del territorio

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BAISO. Sulle tracce del mosasauro, antico abitante di Baiso e di Pangea, il continente primordiale. È partito a Baiso un progetto di valorizzazione turistica ed ambientale del territorio che prevede tante attività, da una mappa aggiornata ad un'applicazione, e un approfondimento su uno dei più importanti fossili italiani, i resti di un mosasauro, un dinosauro acquatico vissuto 60 milioni di anni fa, nel mesozoico finale, quando l’unico grande continente allora presente sul pianeta, Pangea, si stava sfaldando negli enormi movimenti geologici che hanno portato all'attuale conformazione.

Il reperto della mascella del mosasauro viene ritrovato nel 1886 nel greto del rio Marangone, un piccolo affluente del Tresinaro a poca distanza dal paese. Oggi è custodito all'università di Modena, ed è ufficialmente riconosciuto come il “Mososauro di Baiso”.

L’originale rimane nel museo, ma una copia realizzata con stampante 3D arriverà presto a San Romano, dove il 5 luglio verrà inaugurato un centro visita all’aperto con bacheche, percorsi e teche con copie, sempre in 3D, di fossili animali e vegetali. Una tappa, si è detto, del percorso di valorizzazione del territorio portato avanti dal Comune di Baiso con il contributo economico del Gal Antico Frignano Appennino Reggiano e la supervisione scientifica dell'architetto Giuliano Cervi.

Il progetto è stato presentato ieri mattina dal sindaco Fabrizio Corti e dalla giunta, affiancati da Cervi e da Luciano Correggi, presidente del Gal. Del pacchetto fa parte anche una pubblicazione, una cartina del territorio baisano con approfondimenti, indicazioni turistiche e diversi percorsi ad anello, di varia difficoltà, affrontabili per escursioni e uscite di nordic walking.

Oltre a una grande novità, un'applicazione per i cellulari evoluti, gli smartphone: si chiamerà Baiso App e permetterà di accedere a ogni tipo di informazione – ristoranti, alberghi, svago, percorsi, siti storici, caratteristiche naturali – direttamente dal telefonino.

«Noi possiamo offrire il nostro territorio al turista, la nostra gente, i nostri prodotti, la possibilità di turismo scientifico e naturale: sono queste le nostre forze e le nostre caratteristiche», sottolinea Corti. «E questo progetto legato al mosasauro non deve essere un punto di arrivo, ma un motore che si avvia, sperando di generare interesse». In un'area più ampia, quella del Tresinaro, a cavallo fra Baiso e Viano. Non a caso, erano presenti anche gli amministratori vianesi e si è sottolineato il rapporto già forte tramite la scuola, e l'istituto comprensivo che unisce i due comuni.

La rete è anche al centro della visione del Gal: «nel prossimo piano europeo dell'asse 4 dello sviluppo rurale, non ci saranno più contributi verticali, da noi a una singola realtà pubblica o privata. La nuova parola d'ordine è coesione sociale, è necessario fare rete e noi faremo la nostra parte: puntiamo a gestire, per Reggio e Modena, almeno 12/14 milioni di euro da investire in progetti» – spiega Correggi.

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