«Sì, per dare più peso al nostro territorio»
Il parere favorevole alla fusione da parte dei quattro sindaci: «In arrivo 8 milioni di euro in 15 anni»
BUSANA. Le ragioni del «Sì» sono state ampiamente divulgate e sostenute nelle scorse settimane in primis dagli attuali quattro Sindaci di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.
«Il nuovo Comune unico avrà una popolazione di 4310 abitanti e che conterrà al suo interno 2264 famiglie. I Comuni subiscono da anni continui tagli di risorse che vanno ad aggiungersi a pesanti vincoli finanziari. Inoltre il riordino istituzionale in atto impone ai comuni sotto i 3mila abitanti di gestire in pratica tutto l’agire e l’operatività di un comune in forma associata. In questo scenario, la fusione è la via per sfruttare una serie di opportunità. Il Comune unico percepirà in 15 anni dalla sua costituzione, finanziamenti per più di 8 milioni di euro».
«Grazie a queste ingenti risorse in più sarà possibile garantire i presìdi sanitari esistenti come il medico di base, l’assistenza infermieristica, farmacie e trasporti sanitari. Con la fusione possiamo intervenire a sostegno del nostro tessuto economico con sgravi fiscali per la nascita di nuove attività, con incentivi per assunzioni di personale, e con l’istituzione di un servizio di consulenza al reperimento di fondi nazionali e comunitari».
«La viabilità sarà al centro di una serie di interventi. Si possono individuare tre direttrici fondamentali Asse della SS 63, Asse del Secchia, Asse della Val d’Enza».
«Abbiamo poi un’attività agricola di qualità: Parmigiano, carne e i nostri prodotti unici per produzione, universali per consumo. Dobbiamo prevedere una strategia che ne tenga conto e li protegga, li qualifichi e valorizzi».
Concludono i quattro Sindaci: «Il nuovo Ente inoltre avrebbe sicuramente un peso ed un’autorevolezza maggiore nella elaborazione dell’agenda politica della montagna, visto che con 257 kmq di superficie sarebbe per estensione il primo in Provincia, e avrebbe un’identità nuova, più larga, efficiente e competitiva con la possibilità di costruire progetti ambiziosi. La riduzione dei costi della politica trova una concretizzazione certa nella fusione: un sindaco e non 4 sindaci, 12 consiglieri comunali anziché 40. La permanenza dei Municipi, punto cardine del progetto di fusione, va intesa poi non solo come sede di servizi, ma anche come base logistica degli organi di rappresentanza dei territori di origine. L’esperienza di 15 anni di Unione è stata sicuramente positiva e la fusione è quasi uno sbocco naturale per continuare a pensare ed agire ad una sola voce». (l.t.)
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