Canossa al voto per il nuovo sindaco È una sfida a tre
Il giorno più lungo per Bolondi, Gennari e Bizzocchi Urne aperte dalle 7 alle 23 di oggi in quattro seggi
CANOSSA. Aprono alle 7 di questa mattina, per restare poi a disposizione degli elettori fino alle 23, i seggi per le elezioni comunali a Canossa. La sfida per la poltrona di sindaco vede tre contendenti in campo: il candidato del Partito Democratico Luca Bolondi, 46 anni, impiegato e Assessore nella giunta uscente; Alfredo Gennari, già sindaco di Canossa dal 1985 al 2004 ed ex assessore provinciale, alla guida di una lista civica, e Alberto Bizzocchi, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia.
Le procedure per il voto sono quelle canoniche: è necessario recarsi alle urne con un documento di identità e il proprio certificato elettorale. I seggi a Canossa sono quattro, ubicati tre nel capoluogo e uno a Trinità: il numero 1, il numero 2 e il numero 4 nelle scuole elementari di via Val d’Enza Nord 122, il n. 3 sempre nella sede delle scuole elementari ma a Trinità.
Alfredo Gennari si ripresenta con la lista “Rilanciamo Canossa con Gennari”. Dopo mesi di no comment e smentite, nonostante i rumors lo dessero per certo già da febbraio, l’ex assessore provinciale di Sonia Masini ha deciso poi di candidarsi. E, vuoi per l’esperienza maturata in questi anni, vuoi per il consenso raccolto in questi mesi, l’esito delle votazioni non lo preoccupa affatto. Sereno, ma anche affaticato da una campagna elettorale costellata di contrasti e polemiche, è Luca Bolondi. Se c’è una cosa di cui è sicuro Bolondi è che la “freschezza” della sua lista elettorale sarà premiata. Le idee chiare ce le ha anche Alberto Bizzocchi, candidato a sindaco di Fratelli d’Italia e Lega Nord, che è convinto di poter raccogliere il consenso degli elettori di centrodestra.
Nessun colpo di scena aveva riservato la precedente tornata elettorale il 28 e 29 aprile del 2010 quando a Canossa, l’allora sindaco uscente Enzo Musi, festeggiò la riconferma. E la percentuale delle preferenze cancellò in un colpo solo tutte le ombre della vigilia: «Uniti per Canossa» vinse con il 52,75% dei voti, con una minima differenza rispetto alle precedenti elezioni. Un segno che la mancata alleanza con i socialisti non aveva mutato gli equilibri. A fare le spese della lista civica di Angela Chiapponi (che raccolse un 33,69%) fu il Pdl che si fermò al 13,56%.
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