«Dalla scuola rinascerà il quartiere»
A lezione di integrazione con le insegnanti della Marconi: «Siamo un presidio educativo che dà fiducia alle famiglie»
REGGIO EMILIA. Le voci dei bambini che giocano sembrano disperdere le difficoltà di un intero quartiere, trovando nella scuola primaria Marconi una lezione quotidiana di integrazione che apre le porte alla speranza. È qui che ieri mattina hanno preso il via i percorsi di Paradisi Street, l’iniziativa promossa da numerose associazioni nell’ambito del Festival del turismo responsabile It.A.Cà 2015, con l’obiettivo di raccontare la solidarietà che si respira in una zona più tormentate della città, ma capace di ospitare volti e comunità differenti.
Una novantina i bambini che frequentano l’istituto, tra i 6 e gli 11 anni, che ieri si sono dati appuntamento con i rispettivi familiari e decine di altri residenti proprio all’interno della scuola, dando il via ad un viaggio-esplorazione lungo millequattrocento metri all’interno di un quartiere dove l’integrazione non sempre si è rivelata facile.
«Noi siamo un presidio educativo», afferma Maurizia Panarari, una delle insegnanti che ha partecipato al progetto, raccontando l’importanza che una scuola può rivestire all’interno di un quadro generalmente considerato problematico. «In passato ci sono stati episodi che alimentavano una sensazione di precarietà e di poca sicurezza – aggiunge – invece ora il Comune sta impegnando risorse per riqualificare la zona e siamo contenti che anche altre associazioni di volontariato mostrino voglia partecipare e unire le energie, facendo rete per migliorare la situazione. Nel quartiere abbiamo radici forti, anche se siamo una scuola piccolina. Ma per le famiglie che lo abitano c’è bisogno di un luogo di fiducia. Lo vediamo anche quando apriamo la scuola nel pomeriggio. C’è interesse e desiderio di trovare luoghi sicuri per i loro figli». Sicurezza. È proprio questo uno dei problemi del quartiere che periodicamente viene portato alla ribalta. Un termine che spesso viene accostato alla parola degrado. Concetti che vengono spazzati via di fronte ai volti dei bambini che giocano, invadendo spazi cittadini che spesso vengono sottratti alla loro esuberanza.
«Abbiamo un’utenza che chiede un impegno particolare – spiega ancora Panarari – la Marconi in questo senso ha un’esperienza che dura da tempo. È da tempo che riceviamo bimbi di etnie diverse. Anche se la situazione che viviamo qui in realtà si trova un po’ ovunque. Diciamo che ci siamo fatti un’esperienza particolare che può essere vista come un aspetto negativo da parte di chi non ci conosce. Da parte nostra, invece, abbiamo cercato di trasformare questa situazione in un’opportunità per i bimbi».
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