Gioie, orologi, tablet: la polizia sequestra il tesoro alla badante
Da tempo la Mobile teneva d’occhio una donna georgiana per via dei suoi contatti con alcuni pregiudicati
REGGIO EMILIA. Decine di orologi delle più prestigiose marche – si parla di Rolex, Cartier, Iwc e Jager Le Coultre – bracciali di diamanti, orecchini, catenine e anelli. Sono in tutto 94 i pezzi pregiati sequestrati dalla Squadra mobile dall’armandio della stanza da letto di una badante, che vive nella casa dell'anziana che accudisce. Refurtiva, secondo gli investigatori, che ora la polizia vuole restituire ai legittimi proprietari.
A portare la polizia sulle tracce della donna – una 50enne georgiana, in regola con il permesso di soggiorno – sono stati i suoi contatti con alcuni connazionali, molto più giovani di lei, clandestini e con precedenti per furti in appartamento. Troppi per passare inosservati. Così, dopo quegli incontri sospetti è scattato il blitz.
Gli agenti hanno fatto irruzione nella casa dove la donna abita e lavora da tempo. E dalla stanza a lei riservata è spuntato il pesante bottino.
I gioielli erano chiusi in sacchetti di plastica, nascosti tra la biancheria. Quando la polizia ha chiesto spiegazioni di tanti preziosi così stranamente custoditi, ha parlato genericamente di regali. Ma non ha saputo dire né da chi, né perché. Così, tutto è stato sequestrato.
Da una prima valutazione, si stima che tutto valga qualcosa come 30mila euro. «Ma è una stima al ribasso, probabilmente anche molto di più» assicura il capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti. Oltre ai gioielli in oro, c’erano anche tablet, macchine fotografiche e un computer portatile marca Apple. «Riteniamo che si tratti di refurtiva. Oggetti rubati in appartamenti a Reggio, in regione e forse anche altrove. Ora, abbiamo bisogno di ricostruire da dove provengano» prosegue. E’ per questo che lancia un appello: «Tutto il materiale, pezzo per pezzo, è visibile sul nostro sito internet. Chi riconoscesse tra questi i propri oggetti rubati, ci può contattare scrivendoci una e-mail, con allegata la denuncia di furto ed eventuali foto del materiale rubato. Saremo noi a ricontattarli». La donna per il momento non è stata denunciata. Ma rischia almeno guai per ricettazione, non appena attraverso le denunce dei derubati si accerterà l’origine furtiva di quanto trovato nella sua stanza.
Per informazioni scrivere a squadramobile.re@poliziadistato.it e visionare il sito della Polizia di Stato sezione “Bacheca oggetti rubati”.
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DELLA REFURTIVA
www.gazzettadireggio.it
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