Gazzetta di Reggio

Reggio

«Portate avanti il grande valore dell’onestà»

di Serena Arbizzi

Rio Saliceto: presentato il film-intervista al “comandante Diavolo” alla presenza del sindaco Malavasi

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RIO SALICETO. «Ai giovani d’oggi consegno il compito di portare avanti il valore dell’onesta: un valore che per me assume tutto il significato della Resistenza. Chi è onesto manifesta anche tutte le altre qualità positive».

Sono destinate a rimanere scolpite nella coscienza e nel cuore le toccanti parole che Germano Nicolini, per la precisione “95 anni e 6 mesi” – come ama chiarire lui – noto come “Comandante Diavolo” per l’intensa attività partigiana, ha pronunciato alla presentazione del docu film che gli è stato dedicato.

Il Teatro Comunale ha stretto il Comandante Diavolo in un abbraccio carico di affetto, tributandogli una standing ovation al termine della proiezione, seguita da una lunga serpentina di persone che hanno fatto la fila per stringergli la mano e dedicargli frasi di sincero e commosso apprezzamento. Il docu film, che vede la regia di Max Manini e del figlio Matteo, si intitola ed è nato da un’idea del sindaco Lucio Malavasi, e della consigliera con delega alla Memoria Valentina Vecchi. Non costituisce un’operazione nostalgia quanto, piuttosto, una preziosa testimonianza di che cosa ci può insegnare ancora oggi la Resistenza incarnata alla perfezione da Germano Nicolini, sia durante la guerra mondiale, sia durante il calvario giudiziario che l’ha visto affrontare il carcere per un’accusa di omicidio dalla quale è stato assolto solo dopo diversi decenni.

«Quando, a Roma, ho incontrato il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, lui sapeva di avere davanti una persona che in 50 anni non si è mai arresa e non ha mai rinunciato a combattere contro un’accusa ingiusta – confessa il comandante Diavolo poco prima che inizi il film – a questo periodo angosciante sono legati alcuni dei ricordi più belli ma anche i più brutti. In particolare, ricordo che, quando mi condannarono a 24 anni di carcere io dissi a mia moglie: “Se mi lasci ti stimo lo stesso”. Lei mi ha risposto: “Io non ti lascerò mai”. Le donne hanno meno muscoli degli uomini ma più cervello. Se governassero le donne non ci condurrebbero mai a un conflitto mondiale – prosegue Germano con gli occhi umidi di commozione – O, ancora, nella mia mente è ancora impressa la telefonata che mi fece l’allora presente della Repubblica, Cossiga, il12 settembre 1991: mi chiese scusa per tutto quello che ho dovuto affrontare. Dopo l’assoluzione mi hanno fatto diventare un personaggio, ma io sono sempre stato un uomo concreto. E anche oggi dico ai tanti giovani che mi vengono a trovare di portare avanti un progetto di condivisione, insieme. E di credere nella politica, perché l’ondata di antipolitica è terreno per la dittatura. Il dato di astensionismo alle recenti elezioni è un rischio molto grosso: è a repentaglio la democrazia».

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