Rabbia e sgomento in tutta la montagna
Gli uffici di via Roma sono un riferimento per tanti cittadini che ora temono per i loro risparmi
CASTELNOVO MONTI. «Cos’hanno combinato?». L’originale, in dialetto e accompagnato da qualche imprecazione saporita, rende meglio l’effetto, ma la domanda rimane quella. E in queste ore se la sta ponendo mezza montagna reggiana, dopo la scoperta dell’enorme buco – oltre 10 milioni di euro – che sarebbe stata generata da uno degli ex referenti castelnovese di Ina Assitalia, che in questi anni avrebbe continuato a intascare direttamente le rate delle varie polizze vita contratte dai suoi clienti.
Ieri mattina titoli dei giornali erano ovviamente dedicati alla vicenda, formalizzando quanto si era già percepito venerdì a Castelnovo, dopo una giornata di viavai di carabinieri, inviati di Ina Assitalia e di clienti inferociti davanti alla sede dell’assicurazione, in via Roma, nel cuore del centro storico del paese.
E l’argomento ha tenuto banco in ogni conversazione. Nei bar, nei negozi, per strada: tutti a chiedere chiarimenti e dettagli su una storia che di lati oscuri ne ha ancora parecchi. A domandare e domandarsi chi siano le persone coinvolte, l’assicuratore ma anche fra i probabili truffati.
Ina Assitalia è una realtà storica per l’Appennino, attiva da decenni e conta centinaia di persone come clienti, e non solo da Castelnovo Monti, ma da buona parte del distretto montano. Difatti, per ascoltare dubbi e discussioni sul buco non era necessario raggiungere il comune capo distretto.
Un giro in qualsiasi locale o piazza della zona era sufficiente per ricevere tante informazioni, confuse e preoccupate. A Castelnovo, poi, la questione si moltiplica, fisiologicamente.
«Io non sono cliente, ma mio figlio sì, e sono furibondo, voglio capire cosa hanno combinato», racconta un abitante che non vuole essere identificato. Già, perché la seconda domanda è: «Come hanno fatto a combinare tutto questo casino senza che nessuno si accorgesse di nulla? La sede centrale dell’assicurazione non sapeva nulla? Se ho capito bene, se n’è accorta la banca. Bene, ma ci volevano tre anni?».
La rabbia è tanta, anche se adesso si unisce una sorta di “vergogna” che impedisce a chi è rimasto ingannato di palesarsi. «Venerdì c’era sempre gente in via Roma, dopo che sono passati i carabinieri è aumentata, sabato mattina non si è visto nessuno e li capisco: anche io non sarei contenta di finire dentro una storia così», spiega un’abitante di Bagnolo, la zona centrale castelnovese che passa per la strada. Anche perché, ora dopo ora, i dettagli si chiariscono, almeno parzialmente, e lo scenario è sempre più vasto e cupo. «Non riesco a crederci, i gestori dell’assicurazione li vedevo da ragazzi, giocare lì al grattacielo, faccio fatica a pensare che siano coinvolti. E poi così tanti soldi? Che disastro», riflette amaramente un anziano seduto nelle panchine del “grattacielo”, a pochi metri dalla sede di Assitalia. «Io penso a chi ha investito i soldi lì dentro. Li hanno messi per garantirsi una vecchiaia tranquilla, e adesso chissà se li rivedranno. O quanto tempo ci vorrà. Nel frattempo come fanno? Non ci sono mica solo dei giovani...».
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