Coopsette, risparmi bloccati: soci in allarme
Rimborsi non rispettati e con il concordato potrebbe cambiare il riparto: «La Lega copra la cifra»
REGGIO EMILIA. Dopo anni di fedeltà non vorrebbero passare alle maniere forti. Ma da quando sono a rischio i risparmi di una vita, anche i soci storici della Coopsette si dicono pronti ad affilare le armi per far valere i propri diritti. Il prestito sociale affidato alla cooperativa è infatti congelato. Lo sblocco non si sa quando avverrà e, soprattutto, in che termini. L’ammontare complessivo dei prestiti da soci lavoratori e sovventori pensionati è di circa 10 milioni di euro. Risorse determinanti nella procedura di concordato richiesta quattro giorni fa da Coopsette, che dovrà rivedere i piani di rientro. Per evitare sorprese i soci si stanno consultando per formare un comitato dei creditori, con il quale far valere le proprie istanze davanti al giudice e ai comissari giudiziali che verranno nominati a breve.
Già nel corso del 2013 i debiti per prestiti da soci lavoratori e sovventori pensionati della capogruppo erano stati oggetto di accordi di ristrutturazione ai sensi del piano di rientro (182 bis) che hanno riguardato un importo di 12,6 milioni di euro oltre agli interessi. Gli accordi sono stati stipulati individualmente con ogni socio prestatore. Il rimborso, però, si è inceppato già alla fine dello scorso anno con l’acuirsi della crisi finanziaria che prevedeva dall’altro lato la restituzione di importi ben maggiori a banche e fornitori. Su un passivo totale di 700 milioni di euro, infatti, la quota appannaggio dei soci è limitata ma fondamentale per mantenere la pace all’interno della cooperativa.
Negli ultimi anni il prestito sociale era già calato visibilmente: nel 2011i prestatori erano formati da 332 soci cooperatori e 394 soci sovventori, che avevano affidato alle casse della coop rispettivamente 8,4 milioni di euro e 13,8 milioni, per un totale di oltre 22 milioni. Cifre quasi dimezzate con l’avanzare della crisi. «Le cooperative esistono da un secolo e per tutto questo tempo hanno versato soldi alla Legacoop, come previsto dallo statuto - si sfoga uno dei soci prestatori, che come altri non vuole ancora uscire allo scoperto - è necessario che ora la Lega si faccia carico dei piani di rientro come avvenuto per le altre cooperative».
Il nuovo piano di concordato potrebbe rivedere al ribasso le somme rimborsate. Lo sanno bene i soci della Orion di Cavriago, ai quali fu proposto un rimborso del prestito fissato al 26,7% per i sovventori. Su un totale di 80 milioni di euro di monte debiti, il piano di Orion prevedeva di rimborsarne appena 11 milioni. Da qui l’intervento - come nel caso della Cmr - da parte di Legacoop. Per Coopsette la storia dovrebbe essere diversa. «La Lega esiste per finalità mutualistiche - conclude il socio - non può essere solo l’organismo delle belle parole».
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