«Enea, un ragazzo dal cuore immenso»: lo strazio dei genitori
Cavriago: Angela Gherpelli e Sauro Codeluppi piangono il loro figlio morto nello schianto di venerdì
CAVRIAGO. «Un figlio di una grande umanità. Un ragazzo di cuore, molto disponibile nei confronti degli altri. Gli piacevano i bambini e i bambini lo capivano subito». Mamma Angela Gherpelli pronuncia queste parole sulla porta di casa, in via Guido Rossa, dove da quando la notizia della morte di Enea si è sparsa è un continuo via vai di persone che vogliono portare le loro condoglianze alla famiglia Codeluppi. Il padre Sauro, ormai senza più lacrime, risponde cortese a chi gli chiede del figlio 19enne. Il funerale si svolgerà martedì con la cerimonia a Coviolo alle 9 e la messa funebre a San Terenziano alle 9.30. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11541897:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/06/02/news/ciao-bolo-enea-codeluppi-facci-un-touchdown-di-football-americano-in-paradiso-1.11541897]]
«La verità è che non abbiamo più parole. Quello che è accaduto è stato scritto, è difficile dire altro». I pensieri vengono poi fuori spontaneamente quando si parla della grande passione del giovane, il football americano. Di fronte all’abitazione dei genitori, appesa a una gruccia, c’è la maglia della nazionale Under 19 indossata da Enea quando venne convocato a febbraio.
«E’ la numero 46 – dice la madre – sono venuti qui questa mattina quelli della sua squadra, gli Hogs Reggio, con il presidente, a portarla».
Enea dopo la convocazione era stato fermato da un problema al ginocchio, che gli ha impedito di andare in Francia. «In squadra faceva tutti i ruoli – dice il padre – era un jolly. Poteva giocare in difesa, in attacco, perché si adattava bene. Aveva le qualità, il fisico. Era una promessa».
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Anche la fidanzata del giovane, Isabella Pecchini, ha fatto tappa nella casa di via Rossa per abbracciare i genitori.
«E’ venuta ieri a farci visita – conferma Codeluppi – stava molto male, è molto provata. La capiamo». Venerdì Enea era stato all’aeroporto a prendere una delle due sorelle, rientrata dall’estero, mentre oggi sarebbe dovuto andare a prendere anche l’altra, che al momento della tragedia era fuori dall’Italia (e appena saputa la notizia ha fatto rientro anticipatamente).
«Al momento dell’incidente Enea stava tornando a casa – spiega la madre – dopo essere stato a lavare la sua auto». Lo schianto è avvenuto in una curva, quando Enea ha sbandato e la sua Yaris è finita contro un camion che non ha potuto fare nulla per evitare l’impatto. Si dice spesso che quella strada sia pericolosa, ma in proposito mamma Angela crede che «tutte le strade in fondo lo siano».
Enea Codeluppi era cresciuto in parrocchia. «Aveva frequentato tanti campi estivi, ci ha passato tanto tempo, recentemente si era un po’ allontanato, come capita a molti ragazzi di quell’eta, che poi però finiscano quasi sempre per mantenere un legame con una realtà che li ha formati e nella quale hanno maturato tante esperienze. Venerdì sera, poche ore dopo l’incidente, tante persone hanno pregato per il 19enne nel rosario che si svolge ogni sera a maggio, mese della Madonna. E saranno tantissimi quelli che parteciperanno ai funerali, per testimoniare vicinanza ai genitori e alle sorelle Ilaria e Alice.
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La famiglia Codeluppi è molto nota in paese. Angela Gherpelli è contitolare dal 1996 della ditta Ghepi insieme alle sorelle Mariacristina, ex presidente dei giovani industriali reggiani, ed Elisabetta. L’azienda, che si occupa di stampaggio di materiale plastiche, si trova nella zona industriale di Corte Tegge ed è stata fondata dal nonno materno di Enea, Nemesio Gherpelli, nel 1972.
Anche il padre del 19enne, Sauro, lavora nell’impresa. Ieri a Cavriago, in piazza Zanti, come negli altri luoghi d’aggregazione del Pasese, non si è parlato d’altro. Tra le persone ferme agli angoli della strada, nella passeggiata del sabato mattina, era facile sentire qualche parola di cordoglio e di partecipazione per il giovane e per i genitori.
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