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La Storia di Matilde e delle sue terre tornano a far sognare

La Storia di Matilde e delle sue terre tornano a far sognare

Applausi per Maria Antonietta Centoducati e Matteo Setti Per la prima volta la rievocazione è senza incoronazione

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QUATTRO CASTELLA. Ci hanno provato alcuni nuvoloni scuri a rovinare la festa, ma per fortuna senza successo. Perché dopo lo scroscio di pioggia a metà pomeriggio che ha fatto posticipare il via, la cinquantesima edizione del Corteo Matildico si è fatta, inaugurando un nuovo corso.

La parola d’ordine è “verità storica”. E’ questo infatti il leit motiv che ha guidato la regia nell’elaborazione del nuovo allestimento. «Per la prima volta non racconteremo una storia, ma la Storia» aveva dichiarato il regista Stefano Giuranno. E così è stato.

Con una prima fondamentale novità: la scena dell’incoronazione rimpiazzata da una più verosimile rievocazione, quella della reinfeudazione di Matilde nei suoi possedimenti.

Il corteo c’è stato, ed è stato di rottura. Ecco perché prima dell’inizio, invitati dal comitato matildico, hanno preso la parola Daniele Piombi, che si è esibito nel suo rinomato incipit («Genti tutte delle Quattro Castella radunatevi e accogliete Matilde») e l’attrice Gabriella Georgelli, che fu Matilde nel lontano 1967. «Sono onorata di essere di nuovo qui, ci sono venuta che ero una pupa, e ci torno con qualche anno in più. Ma ho ritrovato la stessa passione, amo l'Emilia perché siete persone sorridenti. E sono felice che l’incasso del Corteo vada in beneficienza per i bambini, che sono il nostro futuro».

Tutto il ricavato sarà, infatti, devoluto all’associazione CuraRe Onlus per la realizzazione del Mi.Re.

Con loro c’erano il sindaco Andrea Tagliavini, il presidente del Comitato Matildico Giacomo Bertani e il sottosegretario ai Beni culturali, l’onorevole Ilaria Borletti Buitoni che ha portato il saluto del Governo.

Il sottosegretario, prima del corteo, aveva voluto incontrare i sindaci dei Comuni Matildici annunciando l'impegno personale ad attivarsi con il ministro Franceschini per sostenere il progetto di una grande ciclopedonale che unisca i territori Matildici. Subito dopo sono entrati in scena i primi due personaggi, Donizone interpretato da Enea Burani e Arduino della Palude nei cui panni si è calato alla perfezione Pietro Secchi. Applausi a scena aperta poi per i gruppi e le contrade castellesi entrate in campo con i loro fantastici musici e sbandieratori. Ma la vera rivoluzione teatrale del corteo matildico si è percepita con l’ingresso in scena di Matteo Setti e Maria Antonietta Centoducati, protagonisti di un emozionante quarto d'ora teatrale come mai si era visto a Quattro Castella. Il resto lo hanno fatto i suggestivi allestimenti per le vie del paese, per un giorno ritornate al Medioevo.

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