Gazzetta di Reggio

Reggio

«Le Fiere si salvano pagando i debiti»

di Massimo Sesena
«Le Fiere si salvano pagando i debiti»

L’avvocato Tiziana Volta gela la Prampolini: «Non la vedo da più di un anno, non so di cosa stiamo parlando...»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Ho incontrato la signora Prampolini una sola volta, credo più di un anno fa. E da allora non ho più avuto il piacere di parlare con lei. Posso essere sincera? Non so davvero di cosa stiamo parlando».

L’avvocato Tiziana Volta, nominata dal tribunale di Reggio commissario liquidatore delle Fiere risponde così a chi le chiede un parere sull’improvviso ritorno di fiamma sulla vicenda dell’ente fieristico reggiano.

C’è anche l’avvocato Volta - penultima, appena prima del giudice Luciano Varotti - nella lista che Donatella Prampolini ha promesso di incontrare nell’ambito della sua road map per il salvataggio dell’ente fieristico reggiano. Ed è quindi possibile che quando quest’incontro avverrà, la numero uno di Confcommercio abbia nel frattempo messo nel mazzo qualche carta convincente. Carta che, banalmente, per un professionista chiamato dal tribunale a liquidare i creditori di un ente, non può essere che di un tipo. Moneta.

E’ su questo che - da tre anni ormai - la dottoressa Volta sta lavorando, su mandato del tribunale: mantenere fede all’impegno preso con i creditori, liquidarli tutti, siano essi privilegiati o chirografari.

Il primo piano concordatario sulle fiere risale al 2012. Da allora il commissario nominato dal tribunale ha commissionato due perizie sul patrimonio delle fiere. L’ultima risale a fine 2013 ed è stata voluta proprio dal commissario liquidatore. Obiettivo: alzare il più possibile il valore delle aree che rientrano nel piano concordatario. In quel piano ci sono, oltre alle aree di Mancasale anche altre due proprietà immobiliari: una nell’area industriale di Corte Tegge (Cavriago) e un’area - su cui però pesano cause in tribunale - a Fora di Cavola.

Ovviamente, la seconda perizia si differenzia dalla prima soprattutto per quel che riguarda il cuore del patrimonio delle Fiere, ovvero l’area di Mancasale.

Nella seconda valutazione si è posto l’accento sulle potenzialità di questo insediamento, inserito com’è nel bel mezzo dell’area nord, a due passi da autostrada e stazione dell’Alta Velocità.

Valutazioni complesse, che alla fine - prima di un reale incontro tra domanda e offerta - rendono difficile la quantificazione dei soldi necessari al salvataggio. La base d’asta comunque non dovrebbe essere inferiore ai 30 milioni di euro.

Ma tant’è: mentre la road map di Donatella Prampolini prevede ancora una lunga serie di incontri istituzionali (oggi sono in programma gli incontri con Unindustria e Legacoop, e mercoledì col sindaco di Reggio Luca Vecchi) e, soltanto alla fine, «la messa a punto dell’intero progetto, avvalendoci anche di consulenze tecniche qualificate, per poi sottoporlo al comitato dei creditori e agli organi della procedura concorsuale», quella del commissario liquidatore prevede ormai soltanto una tappa: il passaggio della “pratica” all’istituto vendite giudiziarie.

«Ad oggi - si limita a dire il commissario liquidatore - all’attenzione degli organi competenti nella procedura concorsuale, ovvero il tribunale o la sottoscritta in veste di commissario liquidatore, non è stato portato alcun piano che consenta la prosecuzione dell’attività fieristica oltre i termini stabiliti, nell’unico modo possibile, ovvero attraverso il saldo della posizione debitoria».

Tradotto, per evitare che le fiere vadano all’asta, più che adesioni, di associazioni di categoria o enti locali oggi servono soldi.

massimosesena

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google