Coca, due fratellastri nei guai rifornivano la “Reggio bene”
ALBINEA. Ancora guai per il marocchino Adelijail Labrham – che ha di recente patteggiato 2 anni di reclusione (li sta scontando agli arresti domiciliari) per aver tentato con l’auto di investire un...
ALBINEA. Ancora guai per il marocchino Adelijail Labrham – che ha di recente patteggiato 2 anni di reclusione (li sta scontando agli arresti domiciliari) per aver tentato con l’auto di investire un vigile durante un blitz antidroga – che con il fratellastro Youssef Labrham è finito nel mirino di un’inchiesta per spaccio di cocaina.
Sui due nordafricani hanno indagato, in questi mesi, sia la Municipale che i carabinieri di Scandiano, poi il pm Valentina Salvi ha riunito i fascicoli e chiesto l’arresto per i due fratellastri. Di diverso avviso il gip Antonella Pini Bentivoglio che ha ritenuto d’applicare “solo” la misura restrittiva del divieto di dimora nella provincia di Reggio. Un provvedimento che, al momento, rimane latente, perché Adelijiail ha come misura restrittiva prevalente gli arresti domiciliari (ad Albinea), mentre Youssef sarebbe attualmente fuori dall’Italia (si troverebbe in Marocco).
Ieri mattina, in tribunale, Adelijail (difeso dal legale modenese Enrico Fontana) non ha voluto rispondere alle domande del gip Pini Bentivoglio nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia.
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, lo spaccio sarebbe avvenuto in strada, ma con clienti reggiani disposti a spendere (professionisti, artigiani, piccoli imprenditori) pur di acquistare la dose di “polvere bianca”. Una vendita da 90 euro al grammo, con l’aggiunta di 20 euro se la richiesta arrivava di notte, dalle 23 in avanti. Da Albinea come zona di riferimento, poi le cessioni si sarebbero trasferite a Gavasseto. Ampio il periodo preso in considerazione da chi indaga, andando anche a ritroso sino a sei anni fa. Un’inchiesta che non si è ancora conclusa.(t.s.)
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