Fiere, Prampolini ci prova con coop e industriali
La presidente della Confcommercio presenta il piano di salvataggio in due fasi «Il tribunale non ha niente da perdere: per vendere l’area ci vorrà tempo»
REGGIO EMILIA. «A me non importa di restare con il cerino in mano: se le cose non dovessero andare come speriamo posso dire di aver fatto tutto il possibile per quello che ritengo essere il bene della città e della sua economia». Donatella Prampolini va avanti a tambur battente nel tentativo di salvare gli eventi fieristici dalla procedura di concordato nonostante il tribunale non senta ragioni. Ieri si è recata alla corte delle cooperative per presentare la sua idea: fare pressione affinché il tribunale conceda almeno un altro anno di affitto in attesa di trovare un compratore per l’area fieristica. A questo passaggio si è aggiunto anche quello con Unindustria, altra sigla fondamentale per poter cercare di trovare un punto d’accordo con la curatela rispetto al mantenimento temporaneo degli eventi nei capannoni di via Filangieri.
«Le cooperative e gli industriali dovranno presentare il piano ai loro organi direttivi prima di ufficializzare una posizione - dice Prampolini - ma ci hanno già anticipato che la nostra proposta è comunque condivisibile. Poi, ripeto, noi non abbiamo alcuna intenzione di far ritirare il concordato. Non lo faremo nemmeno se avessimo 30 milioni di euro in tasca. Il problema per noi è far ottenere alla società FierEmilia un contratto di affitto. Lo stesso che in questi due anni ha portato in cassa alla curatela 360mila euro di canoni a vantaggio dei creditori. Per il giudice questa proroga non cambierebbe nulla: quell’area non si vende in pochi mesi. All’affitto basta legare una disdetta di 12 mesi. Chi arriverà potrà liberarsi del contratto non appena comprerà i capannoni». Il piano bis, come già detto dalla presidente dei commercianti, è l’individuazione di una fiera di caratura internazionale che voglia poi puntare dei soldi sul rilancio degli eventi reggiani. «Reggio è tra le poche che può ospitare le fiere degli animali di grande taglia e a prezzi concorrenziali. È vero che la fiera del cavallo ha già firmato con Cremona, ma se potesse tornare indietro pagherebbe la penale lì con i soldi risparmiati dal contratto con Reggio». (e.l.t.)
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