Nevicata e blackout Ecco come fare per i risarcimenti
REGGIO EMILIA. Rimarrà a lungo, nella mente dei reggiani, il ricordo della pesante nevicata del 6-7 febbraio, che fece strage di cavi e pali dell'elettricità, alberature, grossi rami, serre e...
REGGIO EMILIA. Rimarrà a lungo, nella mente dei reggiani, il ricordo della pesante nevicata del 6-7 febbraio, che fece strage di cavi e pali dell'elettricità, alberature, grossi rami, serre e coperture varie. Per ore - in alcuni casi per giorni - case e attività commerciali restarono ostaggi di un black-out con pochi precedenti. Chi ha subito danni li deve anche sapere descrivere e documentare accuratamente per ottenere dallo stato un indennizzo almeno parziale. A tale scopo è obbligato a compilare e presentare entro le ore 13 di sabato prossimo al Servizio di manutenzione del comune l'apposita scheda di segnalazione scaricabile direttamente dal sito www.municipio.re.it.
L'ufficio che la ritira, al secondo piano dell'ex-Tribunale al numero 12 di via Emilia San Pietro, è aperto tutte le mattine.
Le schede, che è bene corredare con relazioni tecniche e fotografie, sono di tre tipi: la scheda B serve per la ricognizione del patrimonio dell'edilizia privata, dei beni immobili e di quelli mobili registrati, la C riguarda i danni alle attività economiche e produttive, la D si riferisce invece alle attività agricole e agroindustriali.
Le segnalazioni consentiranno di censire dettagliatamente e quantificare i guasti provocati da quei micidiali quaranta centimetri di neve bagnata e, in generale, dalla perturbazione che colpì in quei giorni l'intera Emilia-Romagna, con conseguenze ancora più gravi sulla costa romagnola investita da una violenta mareggiata.
La Regione, infatti, invocò subito lo stato d'emergenza, che il Governo ha deliberato il 12 marzo, consentendo alla Protezione civile, d'intesa con la Giunta regionale, di emanare il 30 marzo l'ordinanza 232, finalizzata ad accertare l'entità del finanziamento necessario per la riparazione dei danni ai beni pubblici e privati. Questi ultimi aspettano di essere quantificati in denaro per mezzo delle schede inoltrate dai proprietari.
Le cifre richieste, però, non saranno automaticamente riconosciute. La Protezione civile le controllerà e verificherà secondo il dettato dell'ordinanza stessa. Finora, infatti, gli unici fondi elargiti riguardano il patrimonio pubblico.
La Regione ha stanziato cinque milioni di euro, di cui solo 650mila attribuiti alla nostra provincia.
Inoltre l'ordinanza del 30 marzo ne eroga 13,8 per gli interventi urgenti sull'intero territorio regionale. La quota più consistente è andata alla Romagna.
L'assemblea dei sindaci reggiani, riunita all'inizio di aprile per stabilire i criteri della ripartizione, stima invece in 42 milioni il fabbisogno complessivo della sola nostra provincia.
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