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Preso il capo delle rapine ai minorenni

Preso il capo delle rapine ai minorenni

Il ventunenne si nascondeva da giorni nei casolari abbandonati della città, i complici under 18 erano già stati arrestati

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REGGIO EMILIA. Si chiama Nasim Khan, ha 21 anni, è afgano, in regola con il permesso di soggiorno e abita a Reggio.

Gli uomini delle Volanti lo hanno arrestato sabato sera, a Fogliano. Da giorni si nascondeva in un casolare abbandonato nei pressi del centro sociale. Un rifugio di fortuna dove nascondersi dalle forze dell’ordine, che però non è bastato.

Per la polizia, infatti, è lui il capo della baby gang che lo scorso inverno si è resa protagonista di diverse rapine ai danni di studenti minorenni, nel tratto che va dalle scuole del polo Makallé alla stazione. Rapine in rapida successione messe a segno sempre con lo stesso modus operandi: maniere forti, qualche spintone, minacce e anche di più per farsi consegnare smartphone di ultima generazione. E, dove si poteva, anche abiti di marca e denaro contante.

Dopo l’arresto dei complici – tutti minorenni, nell'ambito di un'indagine condotta dai carabinieri – mancava solo lui. Il capo. Ma l’identificazione era completa e anche i riscontri investigativi. Al punto che a suo carico era stata emessa dal tribunale, su richiesta della procura e alla luce delle indagini delle forze dell’ordine, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lui, però, si era letteralmente dato alla macchia. Rendendosi, di fatto, irreperibile.

La polizia era, però, sulle sue tracce da settimane.

Gli investigatori avevano scoperto che si nascondeva alle ex Reggiane, in case abbandonate e fuori mano. Cercando di cambiarle con regolare frequenza, in modo da sfuggire sempre ai controlli.

Alla fine, però, il cerchio si è chiuso e gli uomini delle Volanti lo hanno trovato, sabato sera. Era in compagnia di alcuni coetanei quando è arrivata la polizia. Per lui si sono aperte le porte del carcere.

Nel frattempo, però, le indagini sono andate avanti e oltre alle rapine precedenti, c'è un nuovo episodio di cui è ritenuto responsabile: la rapina del 22 febbraio scorso, ai danni di un minorenne nel sottopasso della stazione.

Secondo quando raccontato dallo stesso alla polizia, era sera e si è trovato davanti il giovane. Questo gli ha intimato di consegnargli il suo iPhone 4S. Quando la vittima si è ribellata, non ha esitato a tirare fuori il coltello. A quel punto, il ragazzino si è arreso e oltre al telefonino gli ha dato anche il denaro contante, circa 40 euro.

Potrebbero, però, non essere solo queste le rapine di cui si è reso responsabile, personalmente o coordinando il gruppo di complici minorenni già finiti nei guai. E su questo, ora, proseguiranno gli accertamenti della Squadra mobile.

Nasim Khan, per altro, non è nemmeno un nome nuovo per la forze dell’ordine: è già noto per precedenti legati sempre a reati contro il patrimonio. (el.pe)

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