Serve un piano vero per rilanciare la Reggia di Rivalta
L’impegno incredibile dei volontari non basta: dai piccoli interventi al grande sogno, la palla passa al Comune
REGGIO EMILIA. Il bicchiere mezzo pieno ha il profumo della primavera, i suoni allegri dei bambini che giocano nel parco, i colori dei mercatini di Campagna Amica, la freschezza delle vecchie segrete, le note dei concerti live con aperitivo, la vitalità rigogliosa degli orti e dei vigneti. E' bella, così, la Reggia di Rivalta, bellissima.
E il merito è degli instancabili volontari di Insieme per Rivalta, che da anni fanno un po' di tutto: dagli organizzatori ai ciceroni, dai giardinieri ai manutentori, dagli ortolani ai vignaioli. Con tanta buona volontà, e una rete di collaborazioni che va da Unimore all'Istituto Zanelli, dalla Provincia al Consorzio dei vini reggiani, dal Consorzio di bonifica al servizio tecnico di Bacino della Regione.
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Le domeniche alla Reggia (ma non solo quelle) hanno il potere taumaturgico di nascondere tutto quello che non va. Nascondono gli spazi chiusi che potrebbero essere aperti, le finestre scrostate, i pilomat che non si abbassano, gli intonaci che si sgretolano, i muri perimetrali che si crepano.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543484:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543484:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Per non parlare del cantiere Tecton, che da tempo ormai immemorabile (in realtà, dal 2004) imbriglia la corte rurale in un vuoto senza tempo, nel quale si insinuano "donnine" con clienti (speriamo, almeno non in chiesa) e sembra quasi di sentire sinistri scricchiolii che preannunciano crolli imminenti quanto vaticinati.
Ecco, la Reggia di Rivalta è questo, e molto altro. Un'occasione persa, per ora. Sforzi ne sono stati fatti, è vero. Tanti dibattiti, altrettante idee. Film già visti. Ma se solo ci credessimo un po' di più, molto altro si potrebbe mettere in cantiere. Con la politica dei piccoli passi, a costo zero e con un impegno senza eguali, i volontari hanno reso la Reggia un piccolo paradiso per i rivaltesi, ma bisogna guardare oltre.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543456:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543456:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Perché la Reggia non è dei rivaltesi, non solo: è dei reggiani tutti, e bisogna in qualche modo aiutarli ad appropriarsi di un luogo che sentano finalmente come proprio. Dal frequentatissimo parco delle Caprette, il Ducale si raggiunge in meno di un quarto d'ora, lungo il Crostolo. Le mura perimetrali sono state aperte a lato del Belvedere, un intervento che alla Sovrintendenza non è piaciuto ma che consente di entrare nel parco dal lungofiume. Le tracce delle vecchie vasche sono ormai quasi cancellate, mentre il contadino che ha in concessione lo sfalcio dal Comune evita che quei venti ettari diventino giungla; ma qualche settimana fa ha urtato col trattore un pilastrino settecentesco, tirandolo giù.
"Insieme per Rivalta" vorrebbe far rinascere il Belvedere: pensate, per dire, a un concerto dei Rondò Veneziano... Ma, soprattutto, ricostruire la prospettiva centrale, il viale alberato piantumato con giovani aceri che già ci sono, provvisoriamente parcheggiati in uno dei nove quadranti dello splendido giardino segreto di Carlotta, alle spalle dell'ala di mezzogiorno che fa da "cartolina" ma che, abitata sino a vent'anni fa da contadini del posto, era in realtà "solo" il palazzo della servitù. Complice il terremoto, la torre si è staccata dal corpo centrale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543611:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543611:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] Nei seminterrati delle vecchie segrete, splendida sede di mostre fotografiche, si potrebbe recuperare un terzo della superficie ora chiusa, ripristinando una vecchia uscita di sicurezza. Magari, sistemando anche finestre e illuminazione. La parte non visibile declina verso il basso: effetto della suddivisione gerarchica della servitù, dall'affresco Settecentesco della torre via via a scendere impercettibilmente con stanze più piccole e soffitti più bassi. Al primo e al secondo piano, molte stanze potrebbero essere recuperate e riutilizzate.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543450:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543450:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]] Appena fuori, il giardino segreto ospita i vitigni storici dove si produce il lambrusco Corbelli, più gli orti didattici e le tracce dell'antico sistema di condutture della "piccola Versailles" di casa nostra. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543669:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543669:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sull'altro lato dell'ala della servitù, la vasta piazza d'armi, e dirimpetto la Corte rurale con la chiesetta affrescata, il torrione, le scuderie e il sogno immobiliare di Tecton: un piccolo borgo a cinque stelle, idea abortita per la crisi del mercato e i paletti della Sovrintendenza che imporrebbe - giustamente - un restauro conservativo con le stesse volumetrie originarie.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543461:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543461:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Laddove una volta sorgeva maestoso il Palazzo centrale, costruito a partire dal 1724 e demolito tra il 1804 e il 1807 dal Conte Corbelli, dopo le razzie francesi di fine Settecento, si apre la spianata sull'enorme parco Ducale. Che potrebbe rinascere dalle sue ceneri: provate a pensare ai giardini della Reggia di Colorno, se mai ci siete stati. E poi le quattro grotte, all'epoca funzionali ai giochi d'acqua della fontana centrale, che potrebbero essere restaurate e utilizzate, ad esempio, per laboratori. Già che ci siamo, nel frattempo si potrebbe comunque pensare a un bagno per i disabili.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11550025:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/06/03/news/tecton-il-sogno-del-borgo-a-cinque-stelle-1.11550025]]
Ce ne sarebbe da fare, sì. Dentro e fuori la Reggia. C'è un percorso didattico bellissimo, che dalla chiavica Brugnola segue l'antico condotto sino alla Vasca Corbelli (oggi di proprietà privata) sino alla Reggia lambendo canali, gallerie e grotte sotterranee. "Insieme per Rivalta" attende qualcuno che, in Comune, firmi il Protocollo d'intesa che sbloccherebbe alcune operazioni già possibili, come la progettazione esecutiva del restauro del viale che porta al Belvedere.
Le mura perimetrali del Parco ducale (laterizio e ciottoli di fiume) si stanno sgretolando, invase come sono dalle piante spontanee: il loro ripristino rientrerebbe - qui è tutto un condizionale - tra gli interventi urgenti. Corte rurale a parte, tutta l’area è di proprietà del Comune, che anni fa la ricevette proprio dalla Tecton in cambio dell’edificabilità a maggiore volumetria di un altro lotto cittadino. La rete virtuosa di associazioni che hanno saputo rivitalizzare la Reggia la vede com’è oggi, ma la sogna come potrebbe essere domani. Gli interventi strutturali sono onerosi, i soldi pochi: questo, lo sappiamo bene.
Ma nulla vieta di pensare in grande, e nel frattempo di piazzare qualche altro mattoncino: interventi minimali realizzabili con poca spesa. Se la Reggia iniziasse ad attrarre anche... i reggiani, sarebbe realistico poter trovare anche qualche finanziatore privato. Vale la pena provarci, perché prima di costruire il nuovo, bisognerebbe preservare ciò che abbiamo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11543546:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11543546:1649688017/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
"Salviamo la Reggia di Rivalta", il gruppo Facebook
Abbiamo creato il gruppo facebook «Salviamo la Reggia di Rivalta», grazie alla collaborazione degli amici di Insieme per Rivalta che da anni si battono per la valorizzazione di tutto il complesso. Lo abbiamo fatto perché credevamo fosse giusto creare un «luogo neutro” che non fosse la nostra pagina facebook, nella quale chiunque può commentare, condividere, mettere “mi piace” su ogni singolo post, ma siamo comunque... a casa nostra.
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Il gruppo «Salviamo la Reggia” è aperto a tutti, e il suo successo dovuto al passaparola (oltre 1300 iscritti) dimostra che abbiamo colto nel segno. Se non lo avete già fatto, vi invitiamo a darci un’occhiata, e a condividere foto , video e racconti. Troverete anche diversi video interessanti, realizzati in occasione delle visite guidate organizzate da Insieme per Rivalta
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